L’indirizzo dato al Festival dalla nuova direttrice artistica Lili Hinstin dovrebbe emergere anche dalla programmazione in Piazza Grande. «Dovrebbe» perché la sezione locarnese più generalista (negli 8.000 posti sotto le stelle si ritrovano fianco a fianco cinefili, pubblico mainstream e invitati a volte distratti) è forse la più difficile da rendere qualitativamente equilibrata e non punitiva. Per mettere ordine, Hinstin ha incasellato tutti i film di seconda serata sotto l’etichetta «Crazy Midnight», per stuzzicare il pubblico più giovane e nottambulo. Quanto alle prime serate, scontato il trionfo a mani basse di C’era una volta a... Hollywood e Diego Maradona, già testati con successo in maggio a Cannes.

Un po’ debole l’apertura con Magari, opera prima di Ginevra Elkann, ma con due nomi...

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