Il commento Osvaldo Migotto

Quando i migranti diventano un’arma

Dallo scontro in atto alla frontiera tra Bielorussia e Polonia ne esce male il dittatore Lukashenko ma anche il premier polacco Morawiecki

Image

Lo scorso anno la Corte di giustizia dell’UE aveva decretato, con grande ritardo, che Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca avevano infranto le leggi UE chiudendo le proprie frontiere ai migranti nel 2015. Un anno, il 2015, in cui l’Europa fu presa d’assalto da oltre un milione di disperati, ma per i tre Paesi dell’Est in questione la solidarietà tra Stati dell’UE sul fronte dei migranti non entrava proprio in considerazione. Ora, sei anni dopo, è Varsavia a trovarsi confrontata con un’ondata di migranti senza precedenti alle proprie frontiere, appositamente creata da Lukashenko per rispondere alle sanzioni decise dall’UE contro Minsk. Ieri il premier polacco Morawiecki ha chiesto un vertice straordinario UE per decidere sanzioni economiche aggiuntive contro la Bielorussia.

All’improvviso Varsavia,...

Vuoi leggere di più?

Sottoscrivi un abbonamento per continuare a leggere l’articolo.
Scopri gli abbonamenti al Corriere del Ticino.

Abbonati a 9.- CHF

Hai già un abbonamento? Accedi

©CdT.ch - Riproduzione riservata
Ultime notizie: Commenti
  • 1