La nuova Via della Seta, soprattutto quando messa in relazione con l’allarmante espansionismo cinese, è fra i temi più dibattuti. È largamente investigato, sia sotto il profilo politico che economico, perché ha rivelato la «volontà di potenza» di Pechino ormai capace di competere in tutti i settori di interesse strategico. Ma un altro aspetto è recentemente emerso: quello relativo alle conseguenze ambientali di questa storica strategia infrastrutturale che riguarda tre continenti e circa due terzi della popolazione mondiale. A differenza dell’antica Via della Seta, sviluppatasi a partire dal secondo secolo a.C. e che sotto la dinastia Han conobbe il suo maggior splendore, quella odierna non interessa solo l’asse terrestre est-ovest, ma anche quello marittimo nord-sud con una serie di rotte...

Vuoi leggere di più?

Sottoscrivi un abbonamento per continuare a leggere l’articolo.
Scopri gli abbonamenti al Corriere del Ticino.

Abbonati a 9.- CHF

Hai già un abbonamento? Accedi

©CdT.ch - Riproduzione riservata
Ultime notizie: Commenti
  • 1