Il commento Gerardo Morina

Si stringe il bavaglio della Cina a Hong Kong

L’analisi di Gerardo Morina

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Questa volta dalle fauci del Dragone sono uscite fiamme. La repressione di Pechino ha colpito al livello più alto e sensibile, là dove abita la libertà di stampa. L’imprenditore-editore Jimmy Lai è stato arrestato ieri dalla polizia di Hong Kong perché sospettato di aver infranto la nuova legge sulla sicurezza voluta dalle autorità cinesi. Con il suo tabloid «Apple Daily», Lai è un noto sostenitore del movimento pro democrazia di Hong Kong, provincia speciale autonoma, ex colonia britannica che secondo gli accordi con Londra avrebbe dovuto mantenere un’autonomia dalla Cina fino al 2037, accordi disattesi dal regime di Pechino. In un’operazione con più di 200 agenti, la polizia di Hong Kong ha fatto irruzione nella sede del giornale eseguendo in tutto sette arresti, a carico di persone di età...

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