In corner Massimo Solari

Sottovoce: merci Gelson

Il centrocampista dell’Eintracht Francoforte ed ex nazionale svizzero si appresta a dire addio al calcio giocato: è stato un signore in un mondo spesso dominato arroganza e maleducazione

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In Germania l’attesissima ripresa della Bundesliga ha offuscato la notizia, derubricandola a breve o poco più. Alle nostre latitudini non hanno invece aiutato i bollettini giornalieri riguardanti la situazione sanitaria e l’imporsi della cosiddetta «fase 2». Eppure per il calcio svizzero l’addio alle competizioni annunciato da Gelson Fernandes è un fatto tutto fuorché secondario. Non tanto per il senso in sé della decisione – parliamo di un rito di passaggio che presto o tardi interessa ciascun atleta – ma per i meriti che vanno riconosciuti a chi questa decisione l’ha presa. Un giocatore di spessore.

Gelson da Conceição Tavares Fernandes, nato a Capo Verde il 2 settembre del 1986, è stato un signore in un ambiente spesso dominato da arroganza e maleducazione. Non un comportamento sopra le righe,...

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