Cinque anni dopo la caduta dei Gripen in votazione popolare si sta entrando in una nuova fase calda per la sostituzione dei caccia. Stavolta però non si può speculare sul tempo e non c’è diritto all’errore. Un altro no lascerebbe presto il Paese privo di polizia dei cieli e, soprattutto, minerebbe il senso stesso dell’esercito, che senza un’adeguata copertura aerea non sarebbe in grado di assolvere la sua missione. Serve a poco erigere una casa con pareti solide senza un tetto in grado di proteggerla dalle intemperie e dalle incursioni dei ladri. Il Consiglio federale ha chiarito, senza sorprese, come intende procedere per il rinnovo della difesa aerea: al voto popolare sarà sottoposta solo la decisione di principio di investire 6 miliardi di franchi per l’acquisto degli aerei da combattimento...

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