L’editoriale Paride Pelli

Stringiamo un patto con i nostri abbonati

Il Corriere del Ticino lancia la sua campagna abbonamenti con l’editoriale del direttore Paride Pelli

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Senza lettori i giornali non esisterebbero e il mondo sarebbe molto più piccolo. Constatazione ovvia quanto, ormai, assodata. È dunque un ruolo, il vostro, cari abbonati, essenziale: di supporto finanziario, certamente, ma soprattutto di sostegno morale per un lavoro, il nostro, che è diventato sempre più arduo e complicato svolgere in un contesto sociale ed economico in costante evoluzione e, negli ultimi due anni pandemici, ancora più costellato di insidie sotto il profilo informativo. Trovare però ogni giorno notizie fresche, verificarle, raccontarle con partecipazione, spiegarne il peso e il significato, è il nostro modo di ripagare un gesto che oggi non è affatto scontato: quello, appunto, di abbonarsi al «Corriere del Ticino». Un gesto che racchiude fiducia nel futuro. Quest’anno, il quotidiano che state leggendo ha raggiunto e superato lo straordinario traguardo dei 130 anni di storia: e come dal primo giorno e secondo il volere del suo fondatore Agostino Soldati, il «Corriere del Ticino» continua a prodigarsi per fornire ai propri lettori un’informazione indipendente e pluralista. Pur navigando nel mare in tempesta dell’editoria – che negli ultimi anni ha visto diversi protagonisti naufragare - e malgrado le cassandre che un po’ ovunque nel mondo hanno pronosticato da tempo la sua sicura scomparsa, il giornalismo su carta in Ticino e, soprattutto, al «Corriere del Ticino» ha non solo un avvenire, ma riesce a mantenere alti i livelli qualitativi della propria offerta e a proporre ai lettori una sostanziosa serie di inserti. Tutto a un prezzo d’abbonamento il più ridotto possibile. Non è un caso che la nostra tariffa risulti ancora oggi tra le più basse dell’intera Svizzera. E questo malgrado il fatto che, per il secondo anno consecutivo, a malincuore, ci troviamo costretti a ritoccare il prezzo dell’abbonamento: l’aggravarsi dei costi ha infatti complicato ulteriormente una situazione resa già fragile nell’ultimo ventennio dalla diffusione delle notizie gratuite (e sovente superficiali o scorrette) consultabili sul web e dal mare magnum dei social network, che ingozzano il lettore senza nutrirlo.


Stravolgimenti che hanno colpito l’intero settore editoriale, obbligandolo a riorganizzarsi e provocando nei media tradizionali e di qualità un’importante erosione di introiti pubblicitari. In un contesto del genere, reso ulteriormente problematico dalla pandemia, un giornale come il nostro, detentore di una virtuosa storia ultracentenaria che ci inorgoglisce e ci responsabilizza, ha messo in conto di reagire: e lo farà senza perdere tempo a contemplare gli anni d’oro negli specchietti retrovisori, ma guardando con ingegno al presente e anticipando, dove possibile, il futuro, con la volontà di interpretare e analizzare i cambiamenti della società nel ventunesimo secolo sia a livello locale sia globale.

Un approccio «glocal», così amiamo definirlo, che nell’ultimo anno ha fatto sì che il «Corriere del Ticino» si desse un tocco di modernità e restasse al passo con i tempi. La ragion d’essere del Corriere resta dunque tutta racchiusa in due parole: «buon giornalismo». Che vogliamo nei prossimi anni offrire ai nostri abbonati innestandolo su una visione «aperta»: un giornalismo che informi su ciò che succede vicino e lontano da casa nostra attraverso i racconti dei cronisti, che continueranno a consumarsi le suole delle scarpe per la curiosità di scoprire, e di raccontare a voi lettori, i fatti e le pieghe della realtà in cui viviamo. Il nostro non vuole essere un giornalismo da scrivania o confezionato tramite ricerche su Google, ma un giornalismo dove possibile «al fronte», così da garantire un’informazione sempre all’altezza, originale ed esclusiva. Il nostro compito è infatti quello di continuare a soddisfare i nostri abbonati, provando a fare ancora meglio del passato, puntando sempre sulla carta e crescendo sul digitale (a proposito: a marzo 2022 lanceremo il rinnovato sito cdt.ch).


La pandemia e il lockdown hanno evidenziato, come mai in passato, l’importanza per il lettore, se non addirittura la necessità, di poter scegliere una testata affidabile: all’apice della crisi, l’informazione verificata e presidiata è stata essenziale, ha fatto la differenza, ci ha aiutato a capire che cosa realmente stesse succedendo attorno a noi. Oggi che la situazione sanitaria è migliorata, sebbene resti alquanto precaria, oggi che non sappiamo cosa ci riserveranno i prossimi mesi, noi del Corriere ci impegniamo in un ideale patto con voi lettori: qualsiasi piega prenderanno gli avvenimenti, continueremo a informarvi con dovizia di particolari, continueremo a far giungere a casa vostra – il luogo ancora più sicuro, di questi tempi così inquieti – un «Corriere del Ticino» aggiornato e obiettivo in tutte le sue sezioni. Siete voi, cari abbonati, i protagonisti di questa realtà editoriale che, partita da un «semplice» giornale redatto da due persone nel lontano 1891, è oggi un gruppo multimediale omogeneo, con testate cartacee, online e radiotelevisive. Contiamo sul vostro sostegno imprescindibile. E voi, ve lo assicuriamo, potrete continuare a contare su di noi.

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