Locarno 73 Antonio Mariotti

Un Festival ibrido come il cinema

L’editoriale di Antonio Mariotti

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In questi primi giorni di agosto, Locarno è una città affollata di turisti, per lo più confederati, come molte altre località del nostro Paese. E come capita ovunque, le offerte culturali e d’intrattenimento sono molto ridotte, per non dire quasi assenti, a causa delle norme sanitarie relative alla pandemia di coronavirus. Un’assenza che si nota in particolare negli spazi pubblici che, contrariamente a ciò che accade regolarmente durante i mesi estivi, non hanno subito sconvolgimenti di sorta. Sono rimasti tali e quali a come sono in pieno inverno: niente palchi, sedie, tribune, schermi e altre installazioni effimere che, con la loro sola presenza, suscitano la curiosità dei passanti. Pare di essere tornati a mezzo secolo fa, quando cultura ed estate erano termini che quasi si escludevano a...

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