Rubrica / Taca la bala Tarcisio Bullo

Un verdetto democratico

Il settimo Pallone d’Oro attribuito a Leo Messi ha fatto discutere, ma la decisione è scaturita da una libera votazione alla quale prendono parte 180 giornalisti specializzati

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Il Pallone d’Oro è finito ancora una volta nel forziere di Leo Messi, autentico Paperone del calcio, e c’è chi grida al complotto e allo scandalo. Ne ha già scritto un bravo collega su queste pagine, non ripercorrerò la stagione del calciatore argentino, i cui risultati sono stati meno brillanti, a detta di molti, rispetto a quelli di Lewandowski o Jorginho, finiti sul podio alle spalle della Pulce.

Mi permetto solo di obiettare che in nessun caso può essere scandalosa una vittoria che scaturisce da una libera votazione alla quale prendono parte 180 giornalisti specializzati in rappresentanza di altrettanti Paesi del mondo e i cui voti hanno un peso uguale nella determinazione del verdetto. Il calcio non è materia scientifica, si nutre di emotività, di impressioni soggettive e dunque è ragionevolmente...

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