L’editoriale Gianni Righinetti

Una sconfitta annunciata sul salario minimo

Il caso TiSin, i sindacati Unia, OCST e la perversa legge votata dal popolo - Leggi l’editoriale del vicedirettore Gianni Righinetti

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L’iniziativa popolare «Salviamo il lavoro in Ticino!», accolta dal 54,7% dei votanti il 14 giugno 2015, è stata letteralmente un inganno nei confronti del cittadino elettore. Non lo diciamo solo oggi sull’onda del gran pasticcio emerso nelle ultime due settimane e causato dall’azione del nuovo sindacato paraleghista TiSin (anche se non è ancora chiaro se di sindacato si possa parlare). Lo ribadiamo in base alle vergognose condizioni e ai salari da fame messi nero su bianco in quello che si vorrebbe fosse un contratto collettivo di lavoro. Non è mai elegante affermare «lo avevamo detto», ma in questo caso dobbiamo dire che il Corriere del Ticino lo aveva scritto, definendo quell’euforia dei sostenitori «una vittoria dal sapore di sconfitta». Un’iniziativa dal titolo fuorviante, come spesso accade...

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