I 25 anni dell’USI Boas Erez

Una sfida che riguarda tutti, anche le università

Il commento di Boas Erez, rettore dell’Università della Svizzera italiana

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Un’università è per definizione un’istituzione dedita allo sviluppo e alla trasmissione della conoscenza, a servizio della società. Tengo a sottolineare la dimensione del servizio, perché ogni tanto ho l’impressione che si veda ancora l’università come distaccata dai veri problemi della società, come se le questioni delle quali si occupa non fossero quelle che toccano ognuno di noi nella propria vita quotidiana. Per sfatare questo mito della torre d’avorio in cui si pensa che risiedano gli accademici, in occasione del venticinquesimo compleanno dell’USI mi sono posto l’obiettivo – grazie alla preziosa collaborazione con il Corriere del Ticino – di legare le nostre attività alle sfide che l’umanità intera si trova ad affrontare, collettivamente.

Quali sono esattamente queste sfide? Come può ognuno di noi offrire il proprio contributo? L’agenda delle questioni più urgenti da affrontare non la detta l’USI, bensì la comunità internazionale. Eccone alcune: arrivare a città e comunità sostenibili, diminuire le disuguaglianze, produrre energia pulita, accompagnare le migrazioni, rispondere ai cambiamenti climatici, evitare il degrado ambientale, lottare contro la povertà. In un mondo globalizzato nessuno è in grado di risolvere questi problemi da solo e tutte le università sono chiamate in causa per comprenderli e affrontarli al meglio. Anche un’università relativamente giovane e di dimensioni contenute come l’USI. La comunità internazionale ha definito un quadro di riferimento per trovare soluzioni comuni: è l’Agenda 2030 dell’ONU, che progressivamente è sempre più conosciuta anche da un pubblico generalista, e consiste in 17 obiettivi di sviluppo sostenibile. Essi definiscono alcuni traguardi in ambito sociale, economico e ambientale da raggiungere su scala globale entro il 2030.

Partendo dall’Agenda 2030, iniziamo con i lettori del Corriere del Ticino un viaggio in diverse tappe verso una migliore comprensione dei suoi obiettivi. Con la guida di esperti USI, presentiamo e riflettiamo direttamente o indirettamente sugli ambiti della conoscenza in cui è attiva la nostra Università – architettura, comunicazione, data science, diritto, economia, health studies, informatica, medicina e biomedicina, scienza computazionale, studi umanistici – e sul loro ruolo di «fucine» di idee, prospettive e visioni per contribuire a forgiare l’oggi e il domani. L’obiettivo è duplice: favorire una migliore comprensione pubblica di queste sfide e al contempo presentare la ricchezza di prospettive dell’Università, approfondendo la reciproca conoscenza tra il nostro ateneo e il territorio.

Oltre alle riflessioni accademiche, nel 2021 renderemo molto concreto il nostro impegno per la sostenibilità lavorando sul progetto di una Casa della sostenibilità ad Airolo, dove ogni matricola dovrà passare un periodo, e la pubblicazione del primo rapporto della sostenibilità e dell’impatto ambientale USI. Il venticinquesimo anniversario dell’USI rappresenta un’occasione importante per sottolineare questo nostro «essere Università», una novità portata in Ticino verso la fine del millennio scorso. Il mio invito è quello di non dare per scontata la presenza di un’università in Ticino. Al contrario, prendete il tempo per scoprirci in prima persona. Vedrete che l’USI, e quindi il Ticino, partecipano attivamente ai dibattiti più attuali e rilevanti. Siamo ormai ben integrati in uno dei migliori sistemi universitari al mondo, alla crescita del quale diamo un contributo di qualità, e questo è un risultato di cui tutti i ticinesi e le ticinesi possono essere fieri, perché si tratta del risultato collettivo di un percorso iniziato insieme 25 anni fa.

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