Reportage Giuliano Gasperi

Viaggio sulle strade di Lugano

In auto, in bus e in bici nel famigerato PVP

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«L’automobile batte il bus» titolavamo lo scorso febbraio dopo la decisione del Consiglio comunale di Lugano di non ridurre il numero di posteggi nel comparto della stazione FFS come previsto dal Municipio in accordo con il Cantone. Andando oltre la scelta in sé e il garbuglio che ne è conseguito (l’idea di creare uno snodo per i mezzi pubblici al posto del parcheggio Pestalozzi è stata approvata, così per mantenere la quota attuale di posti auto bisognerebbe costruire un autosilo sotterraneo a più piani, che però costa una fortuna, senza dimenticare il ricorso dei socialisti... eccetera, eccetera) il dibattito a Palazzo civico ha fornito due spunti di rilievo. Primo: quel cambiamento culturale invocato da tempo a favore di una mobilità più sostenibile sembra lungi dall’essere completato, almeno nella motorizzatissima Lugano. Secondo: il Piano viario del polo (che per funzionare al meglio dovrebbe essere accompagnato dal cambiamento culturale sopra citato) costituisce una frattura politica ancora piuttosto ampia. È talmente controverso da calamitare un’ampia gamma di accuse, comprese quelle infondate di aver svuotato il centro (le statistiche sull’utilizzo dei posteggi dimostrano che non è così) e di aver messo in ginocchio i commerci cittadini (un capro espiatorio che danneggia i commerci stessi, perché distrae la loro attenzione dalla necessità di cambiare strategia di vendita). Altre critiche invece sono giustificate: basta dare un’occhiata alla situazione di corso Elvezia, intasato anche ad orari non di punta. Il fatto è che sul PVP si sono ormai creati due fronti compatti che si danno battaglia a suon di concetti triti e ritriti. «Bisogna passare a una mobilità più sostenibile!» caldeggiano gli uni. «Basta criminalizzare gli automobilisti!» ribattono gli altri. È un muro contro muro che non sta portando da nessuna parte, come testimonia il tentativo del Municipio di alleviare il problema sperimentando, contro il parere di un esperto, tre nuove svolte tra corso Pestalozzi, viale Castagnola e il lungolago, per la serie: o la va o la spacca. Per uscire dai binari dello scontro fra favorevoli e contrari al PVP abbiamo provato a fare anche noi una manovra un po’ diversa dal solito: raccontare e analizzare il Piano viario dal punto di vista dei suoi utenti. Tre tipi di utenti: gli automobilisti, i passeggeri dei bus e i ciclisti. Oggi cominciamo quindi una serie di reportage che ci porterà insieme sulle strade di Lugano. Ci accompagneranno in auto un ingegnere del traffico, sui mezzi pubblici un loro assiduo fruitore e sulle due ruote il titolare di un negozio di biciclette. Partiamo, quindi. Nel vero senso della parola.

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