In Thailandia anche i templi hanno risentito dell’emergenza coronavirus. I più conosciuti, sono stati chiusi per mesi prima di iniziare, piano piano, a riaprire. Ma quelli meno famosi, nei villaggi fuori dalle grandi città, hanno continuato ad essere accessibili e a ricevere le visite di qualche fedele. Come il Wat Mae Takrai, famoso per il suo Hell Garden, una delle poche rappresentazioni dell’inferno in versione buddista.

Il Wat Mae Takrai è stato costruito circa cento anni fa e dista un’ora di macchina da Chiang Mai, tra le montagne e le foreste del nord del Paese.

«Hai visto le statue all’ingresso?», mi dice Kruba Teainchai, un monaco molto venerato che da oltre vent’anni è l’abate del tempio. «È il Narok, l’inferno buddista, e rappresenta le sorti che avranno le persone che hanno commesso...

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