Essere la figlia di una spia svizzera durante la Seconda guerra mondiale

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Nel 1943 i tedeschi accerchiarono la Confederazione - Vanna Soldati-Bustelli aveva 9 anni e suo padre creò una rete che garantì protezione ai partigiani italiani in cambio di informazioni - «Ricordo l’ufficio segreto in città: tanti telefoni e le mappe geografiche piene di bandierine colorate»

Essere la figlia di una spia svizzera durante la Seconda guerra mondiale

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Nel 1943 Vanna Soldati-Bustelli era una bambina. A 9 anni si ritrovò al centro di una delle più incredibili storie di spionaggio che coinvolsero la Svizzera. Suo padre aveva creato una rete di corrieri che aiutava i partigiani e coinvolgeva perfino il futuro capo della CIA. «Solo anni dopo ho scoperto che sulla testa di mio papà c’era una taglia dei tedeschi».

«Non considero mio padre un eroe. Ha fatto quello che ha fatto perché aveva un grande senso del dovere e della giustizia». Vanna Soldati-Bustelli nel 1943 aveva 9 anni. Troppo presto probabilmente per capire appieno quel che stava succedendo e realizzare che quelle persone che a volte si fermavano a dormire in mansarda facevano parte della Resistenza. O che quel signore americano con la pipa e i baffi che a volte suo papà incontrava era...

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