Giovanni Basso, il prete anti pandemia del Seicento

Sestante

Sulle tracce dell’antico prevosto di Biasca, morto per sostenere i malati di peste nel 1629

Giovanni Basso, il prete anti pandemia del Seicento
Giovanni Basso, riconoscibile per la barba e i capelli bianchi, assiste al Concilio di Trento. Dettaglio di un dipinto nella chiesa di San Pietro a Biasca.

Giovanni Basso, il prete anti pandemia del Seicento

Giovanni Basso, riconoscibile per la barba e i capelli bianchi, assiste al Concilio di Trento. Dettaglio di un dipinto nella chiesa di San Pietro a Biasca.

Simonetta Sommaruga festeggerà il Primo Agosto al Grütli con gli «eroi di ogni cantone» che lottano contro il coronavirus. Se un’iniziativa analoga fosse stata organizzata nel 1630, anno della «peste del Manzoni», probabilmente il campione ticinese sarebbe stato un prevosto di valle, attivo soprattutto a Biasca: don Giovanni Basso. Ecco perché.

«Qui a Biasca, a parte gli studiosi, nessuno se ne ricorda più, tutto è cambiato» ci spiega Silvano Calanca che ha curato con Sanzio Ruspini e Stefano Vassere il volume del repertorio toponomastico ticinese dedicato al comune della Riviera. Un oblio che forse si spiega col fatto che dalla metà del XIX secolo e soprattutto nei primi anni del XX secolo la storia del paese è caratterizzata «dalla presenza di un nutrito numero di atei (ancora nel 1980 Biasca...

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