Il terrorismo è sempre vivo e attivo

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Il giornalista specializzato Stefano Piazza spiega che la pandemia da COVID-19 ha distolto la nostra attenzione dai movimenti terroristici che però proseguono la loro attività

Il terrorismo è sempre vivo e attivo
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A noi europei parrebbe che di questi tempi tutto taccia sul fronte del terrorismo. Ma come stanno davvero le cose? A spiegarcelo è Stefano Piazza, giornalista specializzato il cui ultimo libro è I semi del male - Da al Qaeda a Isis, la stirpe del terrorismo, dato alle stampe da Paesi Edizioni.

Coperti dalla pandemia
«Con l’attenzione degli Stati e dei media tutta concentrata sulla pandemia da COVID-19, il terrorismo di matrice islamica sia sunnita sia sciita può svolgere le sue attività con maggiore tranquillità, soprattutto in zone come l’Africa (Mozambico, Sahel) e nel Sud-est asiatico, senza dimenticare “Siraq” (ossia il teatro siriano e iracheno), Afghanistan, Pakistan e Filippine e pure altrove, tutte zone dove ISIS e al-Qaeda sono in competizione».

Cosa dobbiamo aspettarci
«Per quanto riguarda l’Europa, abbiamo visto come nel 2020 vi siano stati attacchi compiuti da singoli attori che frettolosamente sono stati definiti “lupi solitari”, anche se in verità solitari non lo sono mai, perché attorno a loro hanno sempre complici e finanziatori. Allo stato attuale la mancanza di assembramenti dovuta alla pandemia ci ha protetto dall’atto in grande stile spesso evocato sul canali jihadisti. Tuttavia, quando rientreremo nella normalità il pericolo si riproporrà, specie in luoghi iconici come la Torre Eiffel a Parigi, la Sagrada Familia a Barcellona, il Vaticano e altre grandi città come Londra, Bruxelles, Berlino e non solo».

Manca una risposta unitaria
«A proposito di Europa – dove arrivano centinaia di milioni in di dollari in contanti destinati alla costruzione di moschee e al finanziamento di associazioni spesso sulfuree – c’è inoltre da dire che manca una riposta unitaria. Ogni Stato – spesso in momenti di emergenza – si organizza come può e non di concerto con gli altri. Ed è chiaro che così non va».

Le sfide sono molte
«Ovviamente non c’è solo il terrorismo islamico a togliere il sonno agli apparati che si occupano di sicurezza. Pensiamo per esempio agli attacchi informatici che fanno danni per miliardi di dollari ogni anno, all’estrema destra che ha nel suo DNA numerose organizzazioni violente, cosa che vale pure per l’estrema sinistra. Senza dimenticare la criminalità organizzata che ogni giorno inonda le piazze europee di droga e ricicla immense quantità di denaro nell’economia reale. Insomma, sono molte le sfide con le quali siamo confrontati».

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