L’esercito dei ragazzi che non studiano e non lavorano

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In Italia ben due milioni di giovani si trovano in questa scomoda situazione, mentre nel nostro Paese sono meno meno del 10% – Costituiscono un gruppo sociale di individui che si isolano e la cui energia vitale implode

L’esercito dei ragazzi che non studiano e non lavorano
I neet entrano in un circolo vizioso e isolamento dal mondo dal quale non riescono più a uscire. © Shutterstock

L’esercito dei ragazzi che non studiano e non lavorano

I neet entrano in un circolo vizioso e isolamento dal mondo dal quale non riescono più a uscire. © Shutterstock

In Italia ci sono 2 milioni di giovani che non studiano e non lavorano, in Svizzera sono meno del 10%. Li chiamano neet, acronimo di «not in education, employment or training». Sono un gruppo sociale rassegnato a un futuro in cui le iniziative si spengono, le speranze appaiono vuote, la demotivazione cresce, l’energia vitale implode.

I neet – come rileva la ricerca «From neet to need» (dai neet ai loro bisogni) realizzata dall’associazione Increase in collaborazione con l’Università di Torino e sostenuta dalla Compagnia di San Paolo – hanno un’età tra i 15 e i 29 anni e non sono un tutto omogeneo. Vi sono disoccupati di lungo o breve periodo; persone in attesa di essere reinserite in percorsi formativi o lavorativi; altre indisponibili a studiare o lavorare; giovani con responsabilità famigliari;...

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