«Noi ebrei in fuga, ci salvammo riparando a Lugano»

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La storia di Ornella Ottolenghi che nel drammatico autunno del 1943 raggiunse il Ticino dall’Italia con i suoi genitori per sfuggire ai massacri dell’esercito tedesco – Allora aveva solo 14 anni ma ancora oggi i suoi ricordi sono lucidissmi

«Noi ebrei in fuga, ci salvammo riparando a Lugano»
Una delle immagini simbolo di quel periodo buio della storia: il rastrellamento degli ebrei al ghetto di Varsavia nel 1943.

«Noi ebrei in fuga, ci salvammo riparando a Lugano»

Una delle immagini simbolo di quel periodo buio della storia: il rastrellamento degli ebrei al ghetto di Varsavia nel 1943.

L’8 settembre del 1943 l’Italia si arrende agli anglo-americani. La Wehrmacht e le SS occupano i territori centro-settentrionali della Penisola. Non solo si piomba in una guerra civile fra antifascisti e nazifascisti. I tedeschi non esitano a massacrare i civili, dando la caccia prima di tutto agli ebrei, molti dei quali cercano di rifugiarsi in Svizzera. Ecco la storia di una di loro, Ornella Ottolenghi.

La fuga di Ornella Ottolenghi e dei suoi genitori verso il Ticino è una delle quattro vicende di profughi di guerra che sono raccontate al Museo svizzero delle dogane alle Cantine di Gandria nell’ambito dell’esposizione intitolata Un confine tra povertà e persecuzioni, curata dagli storici momò Adriano Bazzocco e Stefania Bianchi. E qui andiamo a scoprirla dalla viva voce della signora Ornella...

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