Scarpe rosse: ora in piazza anche i maschi

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In Italia si sono svolte manifestazioni di uomini che indossando scarpe e mascherina rosse hanno espresso la loro solidarietà nei confronti delle donne vittime di violenza

Scarpe rosse: ora in piazza anche i maschi
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«Ne ammazzano una al giorno. Ma io vedo solo donne manifestare, protestare, gridare aiuto. Non ho visto una sola iniziativa organizzata dagli uomini, contro gli uomini che uccidono le loro mogli o fidanzate. Dove siete? Non è cosa da maschi proteggere le donne?» ha scritto su Twitter il 21 febbraio la nota giornalista italiana Milena Gabanelli.

Tragedia senza fine
Il giorno successivo in Italia sono state uccise altre due donne. Il numero dei femminicidi avvenuti nella Penisola da inizio 2021 e fino al 22 del mese passato è così salito a 12, con 8 casi sino a quest’ultima data (femminicidioitalia.info).

La solidarietà degli uomini
Da Biella a Roma, da Albenga a Milano e Torino sono poi state varie le manifestazioni di uomini che hanno raccolto l’appello di Milena Gabanelli, come riferito su www.ansa.it, dove martedì scorso si è potuto anche leggere: «Ha cominciato Biella: hanno attraversato la città a piedi, scarpe e mascherina rosse, per dire no alla violenza contro le donne. (...) Partiti dal Ponte della Maddalena sono arrivati sino in centro, dove hanno mostrato una serie di cartelli. Messaggi sul tema “da uomo a uomo”, per mettere fine alla violenza sulle donne».

Il perché di un simbolo
L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha designato il 25 novembre quale Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. L’idea di esibire in questa ricorrenza il rosso e di allineare scarpe da donna rosse in luoghi pubblici per ricordare le donne vittime di violenze e femminicidi si rifà a un’opera dell’artista messicana Elina Chauvet. Nel 2009 ha creato un’installazione intitolata Zapatos Rojos in una piazza di Ciudad Juarez. Si era ispirata all’uccisione della sorella da parte del marito e alle centinaia di donne rapite, stuprate e assassinate in questa città alla frontiera fra Messico e USA. Ciudad Juarez è pure un importante crocevia del traffico di stupefacenti, motivo per cui sono innumerevoli i fatti di sangue che vi si registrano in relazione allo stesso.

La situazione in Svizzera
Nel 2019 nel nostro Paese (dati più recenti su bfs.admin.ch) si sono registrati 19’669 atti di violenza domestica . Vie di fatto (32%), minacce (22%), ingiurie (19%) e lesioni semplici (10%) costituiscono l’84% di tutti i reati trattati dalla polizia. Per le violenze domestiche, sempre nel 2019, sono decedute 29 persone, fra cui 19 donne. Il 52% degli omicidi è stata commesso all’interno di una coppia, l’88% per mano di uomini.

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