Tonni nipponici e pasta fascista

In attesa del battellino

Dal crollo dei prezzi al mercato del pesce di Toyosu allo scivolone de «La Molisana» che ha pubblicizzato i suoi prodotti prendendo spunto dal colonialismo italiano

Tonni nipponici e pasta fascista
© SHUTTERSTOCK

Tonni nipponici e pasta fascista

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Prendi dieci, paghi uno. Il tonno in Giappone non è più di moda, pare a causa della pandemia da COVID-19. Al mercato del pesce di Toyosu – nella baia di Tokyo, noto per essere il più grande al mondo – la prima asta dell’anno ha visto un crollo delle offerte, con un calo dei prezzi pari al 90% rispetto a quello registrato dodici mesi fa. I tonni saranno quindi passati di mano a cifre irrisorie, verrebbe da pensare, così di primo acchito. Non è proprio così, ma per capirlo occorre conoscere il valore di mercato precedente la crisi sanitaria. Dodici mesi fa per un singolo tonno si erano raggiunti i 193 milioni di yen, pari a 1.645.436 franchi, mentre il record assoluto, registrato nel 2019, è stato di 333,6 milioni (2.844.132 fr.). Di questi tempi, invece, un Pinna blu da 208 chili – in realtà...

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