Un anno di grandi incendi: perfino l’Artico brucia

Il decodificatore

Dopo i disastri in Australia le fiamme hanno imperversato dalla Siberia alla California al Kenya generando immense nubi di fumo che fluttuano per mesi nell’aria

Un anno di grandi incendi: perfino l’Artico brucia
Fiamme in California anche quest’estate. © AP/Noah Berger

Un anno di grandi incendi: perfino l’Artico brucia

Fiamme in California anche quest’estate. © AP/Noah Berger

A far rumore sono gli incendi nelle terre dei vip, come la California o la Sardegna, ma quest’estate le fiamme hanno colpito duro ovunque nel mondo. Gli incendi nell’Artico, per esempio, hanno causato un nuovo record di emissioni rispetto allo scorso anno con nuvole di fumo che hanno coperto una superficie equivalente a più di un terzo del Canada. Lo hanno rilevato gli scienziati di Copernicus Atmosphere Monitoring Service (Cams). L’incremento più significativo è stato osservato nella Repubblica di Sakha, in Siberia, decimando milioni di ettari di campi e creando un picco nelle emissioni di Co2 da 208 megatonnellate nel 2019 a 395 megatonnellate nel 2020. Nella città di Verkhoyansk si è recentemente registrata la temperatura di 38 gradi, presunto record di sempre sopra il circolo polare artico.

Nella terra dei vip

Gli Stati Uniti hanno dal canto loro registrato problemi con incendi dovuti all’ondata di caldo, con grandi nubi di fumo in movimento verso est attraverso i Grandi Laghi verso l’Atlantico del Nord. La California in particolare ha registrato numerosi focolai, tra i quali il secondo e il terzo peggior incendio nella storia dello stato. Si pensa abbiano avuto origine dai fulmini, osservano i ricercatori. Nel 2020, rileva la Nasa, in California si sono già verificati oltre 5.700 incendi che hanno colpito aree che si estendono per oltre 500 chilometri quadrati, cioè 4 volte il suolo bruciato nel 2019.

Eventi dolosi in Africa

Estate rovente anche in africa. A luglio, in Kenya sono stati segnalati tre incendi nella riserva naturale dello Tsavo: la flora è stata distrutta. Qui i fulmini non c’entrano. Il Kenya Wildlife Service (KWS) sostiene che si tratta di incendi dolosi. Le fiamme sono arrivate in un momento in cui il governo keniota stava spingendo per un rilancio dell’industria del turismo che ha perso 1 miliardo di dollari dei entrate a causa del coronavirus.

L’effetto dei roghi australi

Insomma, è stato davvero un anno di devastanti incendi a livello globale, se si pensa che in aprile la colossale nube di fumo provocata dai roghi in Australia a dicembre e gennaio continuava, dopo quasi quattro mesi, a girare attorno al globo. Scienziati internazionali hanno seguito la nube da quando si è formata con gli incendi di foreste che hanno incenerito più di 12 milioni di ettari di terreno in gran parte d’Australia.

I rischi in Ticino

E da noi? Secondo il sito della sezione forestale ticinese, il Ticino è il Cantone svizzero più colpito dal fenomeno degli incendi boschivi: durante l’ultimo ventennio circa l’80% della superficie bruciata in Svizzera si è concentrata nel nostro Cantone, nonostante il Cantone stesso rappresenti poco più del 6% del territorio nazionale. Gli incendi boschivi di superficie di bassa-media intensità caratterizzano il fenomeno al Sud delle Alpi svizzere e avvengono soprattutto durante i frequenti periodi di siccità compresi tra i mesi di febbraio e aprile.

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