Un romanzo ticinese per capire meglio l’Afghanistan

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Parla Silvia Bello Molteni, autrice di Non sei solo, la storia di un giovane afghano che dopo mille peripezie oggi vive a Lugano

Un romanzo ticinese per capire meglio l’Afghanistan
Un uomo appende manifesti talebani e il ritratto del Mullah Haibatullah Akhunzada a Kabul. © EPA/STRINGER

Un romanzo ticinese per capire meglio l’Afghanistan

Un uomo appende manifesti talebani e il ritratto del Mullah Haibatullah Akhunzada a Kabul. © EPA/STRINGER

Esiste una regola cinica e rivelatrice, nel giornalismo: interessa (e quindi fa notizia) solo quello che ci tocca personalmente. Così, anche quando scoppia una crisi macroscopica come quella afghana, è solo una questione di tempo. Passati i clamori dei momenti più caldi e spettacolari, piano piano tutto sfuma, nuovi temi più attuali prendono il posto di quelli vecchi e le cose finiscono nel dimenticatoio, lontane da noi.

Torniamo all’Afghanistan. Ora tutti gli occhi sono puntati su Kabul, sui talebani, sull’ISIS-K, sui rifugiati che si riverseranno nel mondo (almeno 500 mila secondo le stime dell’ONU). Si sgranano gli occhi, si scuote la testa, ma la crisi attuale è un drammatico déjà vu. Iran e Pakistan, per esempio, accolgono più o meno 2,2 milioni di afghani scappati dal loro Paese. Non...

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