Viaggio nella Polonia delle «LGBT-free zones»

Il reportage

Nel Paese ci sono comuni e regioni vietate a lesbiche, gay, bisessuali e transgender - Siamo andati a visitarle

Viaggio nella Polonia delle «LGBT-free zones»
Una manifestazione LGBT contro Duda a Cracovia. © CdT/ Filippo Rossi

Viaggio nella Polonia delle «LGBT-free zones»

Una manifestazione LGBT contro Duda a Cracovia. © CdT/ Filippo Rossi

Da due anni, la comunità LGBT (Lesbiche, gay, bisessuali e Transgender) polacca è costantemente sotto attacco da parte di politici, società civile e della frangia più conservatrice della chiesa cattolica, accusata di voler importare una nuova ideologia che metterebbe in pericolo il modello di famiglia tradizionale. Reportage dai fronti caldi.

Tutto è iniziato con la crescente richiesta della comunità LGBT di ottenere pari diritti civili, come il matrimonio o l’adozione. Un bersaglio perfetto per il partito di maggioranza Diritto e Giustizia (PiS), che ha criticato la loro causa secondo i propri orientamenti politici. Risultato? La promozione delle cosiddette «LGBT-free zones», intere regioni e comuni che hanno introdotto risoluzioni apertamente anti-LGBT. Siamo andati a visitarne una.

Wilamowice....

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