A Firenze il Corridoio Vasariano verrà riaperto al pubblico nel 2021

Beni culturali

Era stato chiuso per ragioni di sicurezza - Secondo il progetto i lavori di restauro costeranno circa dieci milioni di euro

 A Firenze il Corridoio Vasariano verrà riaperto al pubblico nel 2021
Il corridoio, chiuso dal 2016, come si presenta oggi.

A Firenze il Corridoio Vasariano verrà riaperto al pubblico nel 2021

Il corridoio, chiuso dal 2016, come si presenta oggi.

«Continueremo con interventi volti a favorire la possibilità del pubblico di ammirare il grande patrimonio d’arte di Firenze» aveva detto Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi e di Palazzo Pitti, durante l’incontro del novembre 2017 al LAC di Lugano, promosso dall’Associazione NEL «Fare arte nel nostro tempo». Così è stato, anche se il direttore di origine tedesca, nominato nel 2015, si avvia verso la fine del mandato: dal prossimo anno dirigerà il Kunsthistorisches Museum di Vienna. Nel frattempo, con ampio risalto mediatico non solo in Italia, Schmidt sta portando avanti la campagna per la restituzione di opere sottratte dalle truppe tedesche sul finire della Seconda guerra mondiale, concentrandosi sul caso del «Vaso di fiori» del pittore olandese Jan van Huysum. La battaglia sembra vinta, alla luce della risposta del Governo di Angela Merkel, tramite il ministro per l’Europa Michael Roth: «È chiaro che il dipinto appartiene alla collezione degli Uffizi».

Di questi giorni è invece l’annuncio che nel 2021 aprirà al pubblico il Corridoio Vasariano, il percorso sopraelevato di circa un chilometro, che collega Palazzo Vecchio con Palazzo Pitti attraversando la Galleria degli Uffizi. Fu tracciato nel 1565 in soli 5 mesi, per volere del duca Cosimo I de’ Medici, da Giorgio Vasari, architetto, pittore e storiografo: celeberrime Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori, una serie di biografie che coprono l’intero canone artistico tra Trecento e Cinquecento. Vasari aveva già realizzato l’attuale Galleria degli Uffizi e per il Corridoio tracciò un percorso che si snoda a zig-zag. Con la riapertura si partirà da un ingresso creato ad hoc al piano terra degli Uffizi, si salirà in ascensore al primo piano, per immettersi nella passeggiata panoramica affacciata sul cuore di Firenze che, passando sopra Ponte Vecchio e il loggiato della facciata di Santa Felicita - la chiesa che accoglie la celebre Deposizione del Pontormo e il grande dipinto de Maccabei del «nostro» Antonio Ciseri - arriva al giardino mediceo di Boboli e alla reggia granducale di Palazzo Pitti. È allo studio un ticket integrato, che consentirà la visita di Palazzo Vecchio, Uffizi, Corridoio Vasariano, Palazzo Pitti, Giardino di Boboli, Forte Belvedere e Giardino Bardini. Attualmente alle pareti del Corridoio Vasariano sono appesi dipinti di autori delle scuole e «tendenze» italiane tra Cinque e Seicento e la più completa collezione europea di autoritratti di artisti, da Andrea del Sarto a Chagall e Guttuso. Verranno collocati in altre sale degli Uffizi, mentre lungo il percorso verranno aperte le settantatrè finestre finora oscurate per proteggere i dipinti, in modo da consentire ai visitatori di ammirare la bellezza del centro storico. A decorare il Corridoio Vasariano resteranno una trentina di sculture antiche, una raccolta di iscrizioni greche e romane, alcuni dipinti con il dovuto spazio agli affreschi cinquecenteschi, che un tempo decoravano l’esterno del Corridoio al Ponte Vecchio. «Vogliamo che questo eccezionale bene culturale possa essere accessibile davvero a tutti, in completa sicurezza, in modo da offrire una passeggiata nel cuore dell’arte, della storia e della Memoria di Firenze» ha precisato Eike Schmidt. Implicitamente ricordando che anche il Corridoio e alcuni dipinti furono danneggiati dall’attentato detto dei Georgofili del maggio 1993, che fece cinque morti. Tra due anni riaprirà a nuova vita e consoliderà la già straordinaria offerta di Firenze nel campo dell’arte.

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