«A Locarno legata da «Grandi» ricordi, vedrete il mio lato più blues»

musica

Abbiamo incontrato Irene Grandi a poche ore dalla serata evento di City of Guitars - La cantautrice fiorentina proporrà una scaletta inedita

«A Locarno legata da «Grandi» ricordi, vedrete il mio lato più blues»

«A Locarno legata da «Grandi» ricordi, vedrete il mio lato più blues»

Questi ultimi scampoli di estate regalano una piacevole sorpresa agli appassionati di musica. Sabato 11 settembre Locarno torna infatti a essere la “City of Guitars” Locarno Music Weekend, evento ormai imperdibile per gli appassionati di musica. Certo, un’edizione che ha dovuto fare di necessità virtù a causa delle limitazioni imposte dalla situazione pandemica, ma che non per questo ha rinunciato alla qualità degli artisti sul palco. Anzi. La protagonista di questa serata, che avrà inizio alle 18.30 con l’esibizione di alcuni dei migliori chitarristi italiani (Paolo Pilo, Carlo Andreoli e Massimo Luca, che ha accompagnato Lucio Battisti nei suoi primi storici album), sarà infatti Irene Grandi.

Per la cantautrice fiorentina si tratta di un piacevole ritorno nella “Città delle chitarre”: “Ero venuta nel 2019 ed era stata una serata meravigliosa, sia sul palco che fuori, nella quale ho incontrato molti colleghi e un pubblico molto partecipe. Anche fuori dal palco mi sono ritrovata, a colazione in hotel, a improvvisare assieme ad artisti speciali come Tony Hadley e Massimo Luca, assaporando l’essenza e lo spirito di questa bellissima manifestazione. Per questo, quando sono stata invitata a tornare, ho accettato senza esitazione”.

A poche ore dalla trasferta locarnese, Irene racconta al Corriere del Ticino che si presenterà in Piazza Grande a Locarno in una veste del tutto inedita: “Una serata particolare ha bisogno di una scaletta particolare! Proprio per questo presenteremo al pubblico di Piazza Grande una scaletta di classici internazionali e della musica italiana. Un percorso musicale che spazia dagli anni '60 fino agli anni '90, di ispirazione blues. Una musica che ricorda la mia adolescenza e l’inizio della mia carriera, una nuova sfida che mi appassiona e per la quale ho avuto bisogno del mio trio storico di musicisti: Saverio Lanza alla chitarra, Piero Spitilli al basso e Fabrizio Morganti alla batteria, ma in aggiunta anche del grandissimo hammondista Pippo Guarnera”.

Una bella sorpresa per chi ha sempre visto Irene Grandi come una delle poche donne esponenti del rock italiano. “Per un italiano imbattersi nel blues è spesso un’insidia: uno stile che è stato scelto e portato avanti con successo da due artisti speciali, Pino Daniele e Zucchero. Il primo accompagnava le sonorità con il fascino della lingua napoletana mentre il secondo ha creato delle collaborazioni musicali con artisti internazionali, spesso anche in inglese. Il rischio di imitaregli americani è sempre alto e probabilmente in Italia siamo riusciti ad adattare meglio ed essere più originali con il rock melodico. Tuttavia credo che il mio modo di cantare, con quel leggero accoramento della voce, prenda ispirazione dalle sonorità e i “colori” blues, musica con la quale sono cresciuta”.

Certo non deve essere stato facile scegliere di ripercorrere brani interpretati dai grandi protagonisti della musica blues. “Ho affrontato ogni brano con grande entusiasmo ma anche con grande rispetto per chi lo ha cantato prima di me. Ho accantonato a malincuore artisti come Marvin Gaye, che adoro ma ho dovuto accettare che la resa non era ancora come volevo che fosse. Ho invece trovato molta più affinità vocale con Etta James e Otis Redding. E poi mi sono divertita a riarrangiare in chiave blues alcuni miei brani storici. In un certo senso, in un momento storico dove la fruizione della musica è veloce e superficiale, mi ha permesso di rallentare e approfondire il mio percorso e le tappe della mia carriera e della mia vita, scoprendo nuove sfumature nella mia musica”.

Un viaggio, quello nel mondo del blues, per una donna che ha sempre messo il viaggio al centro del suo universo. “Ero abituata a partire in posti lontani alla fine di ogni tour e di ogni progetto. Ovviamente in questo ultimo periodo è stato impossibile viaggiare, ma ho cercato di farlo almeno con la mente, sfruttando al meglio il tempo a disposizione. Bisogna sempre essere pronta ad affrontare il futuro. Un futuro che oggi, con City Of Guitars mi porta ancora una volta a Locarno, di fronte agli amici ticinesi ai quali non vedo l’ora di far conoscere una Irene diversa, ma con lo stesso entusiasmo e la stessa voglia di cantare!”.

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