Alle Settimane musicali sei concerti unici

Ascona

Dal 18 al 20 settembre la chiesa del collegio Papio ospita un’edizione originale e inedita della rassegna all’insegna delle note cameristiche e con ospiti illustri – Ecco il programma e qualche curiosità

Alle Settimane musicali sei concerti unici
Il direttore artistico e pianista di fama internazionale Francesco Piemontesi. © Marco Borggreve

Alle Settimane musicali sei concerti unici

Il direttore artistico e pianista di fama internazionale Francesco Piemontesi. © Marco Borggreve

Seconde per longevità in Svizzera solo al Lucerne Festival, le Settimane musicali di Ascona tagliano quest’anno l’importante traguardo del 75. anniversario. I festeggiamenti però, sono stati posticipati al 2021 a causa delle difficoltà dovute alla pandemia da coronavirus. Difficoltà che comunque non fermano la rassegna asconese, che si presenta all’appuntamento con il pubblico in una veste inedita e originale. Il sontuoso programma celebrativo è stato infatti sostituito con un cartellone all’insegna della musica da camera con protagonisti di altissimo livello invitati dal direttore artistico Francesco Piemontesi a esibirsi insieme a lui, ma anche in veste solistica, dal 18 al 20 settembre nella chiesa di Santa Maria della Misericordia di Ascona, presso il collegio Papio, con due concerti a sera. Si potrebbe pensare a un’edizione ridotta, ma non è così: come ha sottolineato negli scorsi giorni al CdT il presidente Francesco Ressiga-Vacchini, «dalle difficoltà è scaturita una vera chicca: un cartellone nel quale figurano artisti e opere che difficilmente si ha l’occasione di sentire in concerto». Ecco, dunque, che, nonostante le restrizioni del momento, le Settimane musicali di Ascona hanno trovato il modo di far comunque sentire la propria voce in un anno significativo della loro storia, proponendo ancora una volta un programma di qualità che si presenta con il titolo Piemontesi & Friends.

Un cast d’eccezione

Da sinistra: Jörg Widmann, Nils Mönkemeyer, Leonidas Kavakos e Daniel Müller-Schott. © Borggreve/Zandel/Arens
Da sinistra: Jörg Widmann, Nils Mönkemeyer, Leonidas Kavakos e Daniel Müller-Schott. © Borggreve/Zandel/Arens

Sin dalla sua prima edizione, nel 1946, la rassegna asconese ha ospitato i più grandi nomi del concertismo mondiale e, come detto, quest’anno non fa eccezione. Per questa edizione inedita e originale – introdotta a fine agosto da un doppio recital del pianista Jean-Philippe Collard – il direttore artistico viene affiancato dal «violinista dei violinisti» Leonidas Kavakos, dal pluripremiato violista Nils Mönkemeyer, dal versatile clarinettista e compositore Jörg Widmann, dal virtuoso violoncellista Daniel Müller-Schott e dalla stella della musica barocca Ton Koopman, che si esibirà all’organo, al clavicembalo e guiderà i musicisti dell’Amsterdam Baroque Orchestra in due concerti dedicati a Bach.

Brani barocchi, moderni e chicche
Il programma delle tre serate presenta molti brani barocchi ma anche tante composizioni moderne e contemporanee, per «sei concerti unici», come sottolineano i promotori, in perfetto equilibrio tra la musica di ieri e quella di oggi. Non mancano le chicche, come Quatuor pour la fin du temps di Olivier Messiaen, in programma domenica alle 20.30.

Il compositore Olivier Messiaen (in piedi), insieme ai musicisti, prigionieri e secondini del campo di concentramento Stalag VIII-A a Görlitz, in Germania, alla première del «Quatuor pour la fin du temps» nel 1941. © Chamber Music New Zealand
Il compositore Olivier Messiaen (in piedi), insieme ai musicisti, prigionieri e secondini del campo di concentramento Stalag VIII-A a Görlitz, in Germania, alla première del «Quatuor pour la fin du temps» nel 1941. © Chamber Music New Zealand

Un’opera che si sente raramente dal vivo e che ha una storia particolare: catturato dai tedeschi durante la guerra, il compositore francese la scrisse in un campo di prigionia il cui comandante era appassionato di musica. La singolare formazione (violino, clarinetto e violoncello) fu scelta in base ai musicisti presenti nello Stalag, dove l’opera fu eseguita per la prima volta. Nell’occasione a Messiaen fu messo a disposizione anche un pianoforte. Alle Settimane musicali il Quatuor pour la fin du temps sarà invece interpretato da Kavakos, Widmann, Müller-Schott e Piemontesi (vedi sotto).
Tra le altre chicche in cartellone (il programma completo è consultabile alle pagine 32-33), la celebre Suite n.1 per violoncello solo di Johann Sebastian Bach proposta in una versione singolare: ovvero nella trascrizione per viola, che chiude il primo concerto previsto venerdì alle 18.00 interpretata da Mönkemeyer. Nella scaletta del concerto anche la Suite n.3 per violoncello solo di Bach affidata a Müller-Schott e due opere originali di Widmann, intitolate Fantasie per clarinetto solo e Fünf Bruchstücke per clarinetto e pianoforte, che lo vedono esibirsi sia in veste di solista, sia in duo con Piemontesi.

Il direttore d’orchestra e organista Ton Koopmann. © Foppe Schup
Il direttore d’orchestra e organista Ton Koopmann. © Foppe Schup

La serata di venerdì 18 settembre proseguirà alle 20.30 con il concerto dei musicisti dell’Amsterdam Baroque Orchestra che, diretti da Ton Koopman, si cimenteranno con la Sinfonia dalla Cantata BWV 209 e l’Offerta musicale BWV 1079 di Bach. Sabato 19 settembre alle 18.00, invece, Koopman sarà interprete di una selezione di pagine di Bach per organo, clavicembalo e altri strumenti, dapprima in veste di solista e poi in duo con il violista Robert Smith e rispettivamente la violinista Catherine Manson, membri dell’Amsterdam Baroque Orchestra. Sempre sabato, alle 20.30 si terranno altri tre recital che vedranno Piemontesi affiancato da Müller-Schott nell’esecuzione della Sonata «Arpeggione» per violino e pianoforte di Schubert e da Widmann e Mönkemeyer nell’interpretazione del «Trio Kegelstatt» di Mozart. In veste di solista, invece, proporrà le Cinque variazioni su un tema di Schubert per pianoforte solo firmate da Helmut Lachenmann.
Oltre che dal Quatuor pour la fin du temps, l’ultima serata delle Settimane musicali sarà contraddistinta dalle sonorità drammatiche e appassionate del Quartetto in do minore op.60 di Brahms con interpreti alle 18.00 Mönkemeyer, Müller-Schott, Piemontesi e Kavakos, il quale si cimenterà anche con la sorprendente Partita in mi maggiore n.3 per violino BWV 1006 di Bach. I concerti, come detto, si tengono nella chiesa del Papio, la cui capienza è passata da 400 a 180 posti, per adeguarsi alle misure anti-COVID-19. Prenotazioni qui oppure allo 091/759.76.65.

Il programma nel dettaglio

Prima serata: «Piemontesi & Friends»: si apre all’insegna del clarinetto e di Bach
Nel concerto inaugurale (dalle 18), ascolteremo due delle sei Suites per violoncello di Johann Sebastian Bach, fra le più note e più virtuosistiche opere mai scritte per violoncello: più precisamente la nr.3 in apertura con Daniel Müller-Schott e in chiusura di concerto la nr.1, in un’insolita trascrizione per viola e nell’interpretazione di Nils Monkemeyer, uno dei violisti più ammirati della sua generazione.
Nella parte centrale avremo invece modo di scoprire in una quindicina di minuti il suggestivo universo compositivo di Jörg Widmann, clarinettista virtuoso, acclamato in tutto il mondo anche come direttore d’orchestra e compositore, che ha saputo dare un nuovo spessore al clarinetto nella musica classica. In particolare, presenterà due sue opere significative: la Fantasia per clarinetto solo e, in duo con Francesco Piemontesi, il brano Fünf Bruchstücke.
Artista fra i più acclamati nell’ambito dell’interpretazione storicamente informata della musica barocca, il grande Ton Koopman sarà invece protagonista assieme ai solisti dell’Amsterdam Baroque Orchestra in un concerto tutto dedicato a Bach. In programma la Sinfonia dalla Cantata BWV 209 e, pezzo forte della serata, la monumentale Offerta musicale, raccolta formata da due ricercari, nove canoni, una fuga e una sonata in trio suddivisa in quattro movimenti. La raccolta, insieme a L'arte della fuga, è riconosciuta come una delle opere più articolate e complesse mai composte, e viene universalmente considerata uno dei vertici più alti mai raggiunti nella storia della musica.

Seconda serata: Lunga vita a Bach
Il secondo appuntamento, sabato sera dalle 18, è interamente dedicato alla musica di Johann Sebastian Bach da parte dell’artista olandese Ton Koopman, un celebrato cultore della musica del maestro tedesco: nelle vesti di organista, Koopman ci offrirà in apertura una carrellata di grande suggestione sulla produzione organistica bachiana, con quattro preludi a inni sacri per corale, una Fantasia e la Fuga in sol minore BWV 578, brano celeberrimo sovente trascritto anche per altri strumenti. Nelle vesti di fine clavicembalista, infine, sarà accompagnato da Robert Smith in una famosa composizione di musica da camera per viola da gamba e da Catherine Manson in una delle sei sonate violinistiche scritte da Bach fra il 1717 e il 1723.
Francesco Piemontesi è il fil rouge del secondo concerto della serata (ore 20.30). Piemontesi sta vivendo un momento magico della sua carriera, debuttando in queste settimane con i Berliner Philharmoniker e la New York Philharmonic Orchestra. Per l’occasione Piemontesi interpreterà una sonata dal fascino sottile ma sicuro di Schubert (la Sonata “Arpeggione” per violoncello e pianoforte) con il violoncellista Daniel Müller-Schott, le Cinque variazioni su un tema di Schubert per pianoforte solo, opera di sei minuti del pluripremiato compositore tedesco Helmut Lachenmann (Leone d'oro alla carriera nel 2008 al Festival Internazionale di Musica Contemporanea della Biennale di Venezia), e per finire, assieme a Jörg Widmann e Nils Mönkemeyer, il “Trio Kegelstatt” per clarinetto, viola e pianoforte, una composizione di dolce e sorridente malinconia che Wolfgang Amadeus Mozart scrisse per una formazione cameristica insolita quanto all’impiego degli strumenti.

Terza serata: La commovente bellezza del Quatuor pour la fin du temps e Leonidas Kavakos
Ricevuto un violino dal padre a cinque anni, Kavakos si impose già ventenne trionfando in blasonati concorsi internazionali. Ribattezzato il “violinista dei violinisti”, oggi 52enne, l’artista ateniese affianca all’attività di solista quella di direttore d’orchestra. Sarà un raro privilegio vederlo all’opera per una ventina di minuti nella Partita in mi magg nr.3 per violino BWV 1006 e quindi, con Nils Mönkemeyer alla viola, Daniel Müller-Schott al violoncello e Francesco Piemontesi al pianoforte, nel magnifico e tragico Quartetto in do minore op. 60 di Brahms, uno dei lavori più intimi del grande compositore amburghese.
Nel secondo concerto della domenica (ore 20.30), a conclusione di questa edizione speciale della rassegna ritroveremo sul palco Leonidas Kavakos al violino, Jörg Widmann al clarinetto, Daniel Müller-Schott al violoncello e Francesco Piemontesi al pianoforte impegnati in un programma musicale di rara bellezza: il Quatuor pour la fin du temps, opera fondamentale della produzione cameristica del XX secolo, composta ed eseguita la prima volta in un campo di prigionia tedesco nel 1940/41.
Ne è autore Olivier Messiaen. Fatto prigioniero durante un’offensiva tedesca, Messiaen, grazie alla complicità dell’ufficiale del campo appassionato di musica, scrisse inizialmente l’opera per tre musicisti conosciuti durante la prigionia (un violoncellista, un violinista e un clarinettista) e in un secondo tempo aggiunse alla partitura un pianoforte, che lui stesso suonò durante la prima esecuzione nel campo, davanti ai prigionieri e agli ufficiali tedeschi. Misteriosa, profondamente spirituale e ispirata all'Apocalisse di San Giovanni, l’opera è di una bellezza commovente, in bilico fra desolazione e speranza di una rinascita nella fede.

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