Arte e creatività del fumetto

Il personaggio

Il disegnatore della Marvel Simone Bianchi espone a Lugano decine di sue creazioni tra cui degli speciali Spiderman e Wolverine

<b>Arte e creatività del fumetto</b>
Simone Bianchi tra le sue creazioni. © CdT/Chiara Zocchetti

Arte e creatività del fumetto

Simone Bianchi tra le sue creazioni. © CdT/Chiara Zocchetti

<b>Arte e creatività del fumetto</b>
Uno scorcio dell’esposizione alla Lucchetti Art Gallery di Lugano visitabile fino al 29 febbraio. © CdT/Chiara Zocchetti

Arte e creatività del fumetto

Uno scorcio dell’esposizione alla Lucchetti Art Gallery di Lugano visitabile fino al 29 febbraio. © CdT/Chiara Zocchetti

<b>Arte e creatività del fumetto</b>
Simone Bianchi, a sinistra, insieme al gallerista Marco Lucchetti. © CdT/Chiara Zocchetti

Arte e creatività del fumetto

Simone Bianchi, a sinistra, insieme al gallerista Marco Lucchetti. © CdT/Chiara Zocchetti

Quando ho voglia di rilassarmi leggo un saggio di Engels, se invece desidero impegnarmi leggo Corto Maltese, diceva Umberto Eco ribaltando argutamente il concetto. Oltre ai libri e alla semiotica era intrigato dal fascino dei codici antichi e... dei fumetti, che collezionava. Penso visiterebbe volentieri la Marco Lucchetti Art Gallery a Lugano (piazza Cioccaro 11) per guardare, dire la sua, per discutere di fumetti con Marco Lucchetti e Simone Bianchi, due che se ne intendono. Il gallerista al punto da dedicarci tutto il tempo e la passione possibile secondo il detto «il fumetto non è solo un fumetto ma è arte». E da incantarsi non solo dinanzi alle storie, ma proprio anche all’opera che prende forma con le varie tecniche, dal disegno all’acquarello fino alla «tavola» finale, «il risultato di un percorso bello e intrigante. Non basta la fantasia, ci vogliono tecnica e competenza, come nelle botteghe d’arte d’un tempo». Per poi precisare di Simone Bianchi: «Certo che crea e disegna fumetti, ma per me è prima di tutto un artista come i suoi colleghi, da Crepax a Giardino, Manara, Pratt, Pazienza, Serpieri, Sergio Toppi e tanti altri di qui e di là dell’Atlantico, le cui opere riempiono questa Galleria d’arte, dal pianterreno a quassù, secondo piano».
Musica per Simone Bianchi, pittore, designer e artista conosciuto anche in America per i fumetti, le copertine di CD e video musicali, i giochi di ruolo e nei fumetti per i suoi Detective Comics, Green Lantern, Wolverine... «Artista? Grazie. Ma io mi considero un illustratore nella scia dei grandi che mi hanno preceduto. Mi trovo bene dentro una sceneggiatura che prende forma e posso calarmi nel mio ruolo. Ma mi piace anche la preparazione di una storia, il lavoro che la precede e magari non arriverà mai, ma comunque mi dà l’occasione di immaginare personaggi e avventure che prendono forma, di disegnare avendo presente il lavoro dei miei colleghi».

All’opera.&nbsp;© CdT/Chiara Zocchetti
All’opera. © CdT/Chiara Zocchetti

Mentre parliamo Simone Bianchi disegna a matita. Nemmeno se ne accorge, la mano va come per conto suo e intanto parla del suo lavoro, del suo mondo. Della Marvel, la casa editrice americana per cui lavora, inserendosi con qualcosa di suo all’interno di saghe infinite. Di Wolverine, il mutante che guarisce all’istante dalle ferite, un po’ animale un po’ uomo, sensi ipersviluppati, forza e agilità. Un supereroe, come tanti altri che disegna e dipinge, dall’Uomo Ragno e Daredevil, i Fantastici Quattro, Conan il Barbaro e Batman...
Simone Bianchi, neanche cinquant’anni, familiarizza con loro, li disegna mettendoci qualcosa di suo, non solo il tono intenso dei blu e dei verdi, le atmosfere gotiche e la fascinosa pennellata. Con Jeph Loeb, che cura i testi (collaborazione, amicizia, una sorta di creatività a due teste) ha dato vita a nuovi personaggi come Romulus e Remus. Il mito romano inserito nella futuribile mitologia dei supereroi. «Certo che sono ispirati a Romolo e Remo, ho immaginato che gli antenati di Wolverine emergessero dalla classicità, avessero origini legate all’impero romano, ai gladiatori ecc. Penso sia stata un’intuizione felice portare la storia e la mitologia classica dentro questa nuova mitologia moderna. L’Europa che ci è madre dentro le storie americane di Wolverine... Romulus è il maschio, un lupoide con nelle vene millenni di storia per cui in qualche modo organizza le vicende. Gli fa da contraltare Remus, non fratello ma sorella creando così discontinuità con il racconto classico ma anche spunti drammaturgici in più».
Qui gioca sul suo terreno. È di Lucca, una delle patrie del fumetto, si ispira a Roma, storia e leggenda, può indirizzare a piacimento i racconti. «Il divertimento nel disegnare questi due personaggi è assoluto. Ma ho un rapporto ferreo con Jeph Loeb che scrive le storie e mi passa indicazioni su come le vede: costumi, movenze, armi, ornamenti, guanti, capelli, colori... Decisivo il fatto che con lui e con il team riesco a essere creativo in misura soddisfacente. Per me non c’è nulla di meglio di quel tanto di libertà creativa che riesco a coltivare».

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