«Arti liberali» per ripensare il teatro in modo inedito

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LAC Lugano Arte e Cultura presenta un progetto in cui alcuni dei grandi protagonisti della scena scientifica, artistica e filosofica daranno vita ad un cortocircuito virtuoso capace di esprimere nuove idee

«Arti liberali» per ripensare il teatro in modo inedito
Lugano, 16 gennaio 2019 - punta dello stabile del LAC, il centro Lugano Arte e Cultura (FOTOPEDRAZZINI.CH)

«Arti liberali» per ripensare il teatro in modo inedito

Lugano, 16 gennaio 2019 - punta dello stabile del LAC, il centro Lugano Arte e Cultura (FOTOPEDRAZZINI.CH)

LAC Lugano Arte e Cultura presenta Arti liberali, un progetto originale in cui alcuni dei grandi protagonisti della scena scientifica, artistica e filosofica daranno vita ad un cortocircuito virtuoso capace di esprimere nuove idee; un modo inedito di ‘pensare il teatro’ che il direttore artistico Carmelo Rifici ha concepito traendo ispirazione dalle urgenze del nostro tempo.

Arti liberali è un vero e proprio format che coniuga la forma teatrale ad una azione divulgativa che si inserisce nel già ricco programma di mediazione culturale LAC edu, e che intende riscoprire, sottolineandola, l’importanza della libertà creativa e di pensiero dell’essere umano. In un momento storico come quello che stiamo vivendo, l’intento è quello di stimolare una profonda riflessione sul ruolo che devono avere le “arti liberali” nel fronteggiare una realtà completamente inedita. Nell'accezione generale, con “arti liberali” si definiscono le attività creative che richiedono un'applicazione intellettuale la cui produzione è connotata da particolari valori di contenuto. Storicamente si contrappongono alle “arti meccaniche” che richiedono un'applicazione manuale e il cui prodotto è un manufatto di qualsiasi genere. In estrema sintesi, tutto il corso della produzione artistica medievale fu caratterizzato da una lentissima ascesa del dominio delle arti meccaniche sulle liberali. Tale percorso fu poi sancito nel Cinquecento grazie ad artisti come Leonardo da Vinci, Michelangelo, Raffaello e Andrea Palladio.

Attualmente lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e dell’informatica ci suggerisce un futuro prossimo che ipotizza un predominio delle macchine sull’uomo. Ed è proprio a quest'ultimo che rimane la certezza della possibilità di riformulare la società investendo nella filosofia e in quelle arti che con essa dialogano e di cui si fanno portavoce, in sinergia con le scienze e le nuove tecnologie. La ricerca di un nuovo modo di “stare al mondo” grazie all’approfondimento delle arti liberali e della relazione con le arti meccaniche sembra essere la sfida dell’Uomo in questo tempo Il progetto, che attualmente si declina in tre conversazioni, si avvale di una scenografia creata ad hoc allestita in Sala Teatro, e si inaugura sabato 17 ottobre, ore 20:30, con un dialogo dedicato alla Scienza tra Fabiola Gianotti, direttrice del CERN di Ginevra, e Paolo Giordano, fisico e scrittore Premio Strega 2018. Si proseguirà sabato 21 novembre alle ore 18:00 con David Quammen, ricercatore e autore del bestseller mondiale Spillover, assieme a Telmo Pievani, filosofo della scienza ed evoluzionista, sul tema Natura e domenica 6 dicembre sempre alle ore 18:00, Romeo Castellucci, regista e fondatore della Societas Raffaello Sanzio, e Nicholas Ridout, professore di teatro alla Queen Mary University di Londra, parleranno del Linguaggio come strumento del pensiero umano e della sua rappresentazione. Condurrà le serate, Sandra Sain, Responsabile Produzione Rete Due RSI.

Carmelo Rifici si è avvalso della preziosa collaborazione di Rosa Polacco, conduttrice del quotidiano radiofonico Tutta la città ne parla di Rai Radio 3. Gli incontri sono a ingresso gratuito e soggetti a prenotazione obbligatoria da effettuare sul sito luganolac.ch e si svolgono sia in presenza in Sala Teatro, sia in diretta streaming su luganolac.ch, grazie alla collaborazione con RSI Radiotelevisione svizzera. RSI, Official Broadcaster di Arti liberali, riprenderà gli incontri e li manderà in onda nel corso del 2021.

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