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«Avengers: Endgame»: un crescendo da sinfonia

Tra spettacolarità, dramma e ironia, l’atteso ultimo atto della saga firmata Marvel convince

 «Avengers: Endgame»: un crescendo da sinfonia
Avengers: Endgame. (Foto Marvel)

«Avengers: Endgame»: un crescendo da sinfonia

Avengers: Endgame. (Foto Marvel)

 «Avengers: Endgame»: un crescendo da sinfonia

«Avengers: Endgame»: un crescendo da sinfonia

 «Avengers: Endgame»: un crescendo da sinfonia

«Avengers: Endgame»: un crescendo da sinfonia

Scrivere la parola «fine» ad una saga durata undici anni e a una storia che è stata un continuo fuoco d’artificio di eventi e di personaggi sparsi in ventidue film che hanno fruttato più di diciotto miliardi di dollari, ci vuole coraggio, inventiva e molto humour, tutte cose che non mancano ai fratelli Joe e Anthony Russo, già registi di quattro dei film dell’Universo Marvel e che adesso si giocano il tutto per tutto in questo Avengers: Endgame, uno dei blockbuster più attesi dell’anno. Se il film precedente Avengers Infinity War ci aveva lasciato increduli spettatori della desolazione di un mondo devastato dalla vittoria del perverso Thanos (Josh Brolin), che appropriandosi delle Gemme dell’Infinito, aveva usato i loro poteri per ridurre in cenere molti dei suoi eroici avversari, oltre a gran parte della popolazione della galassia, Avengers: Endgame ci riporta tra i relitti di quella battaglia. Infatti il film inizia sulla nave spaziale alla deriva di Tony Stark (Robert Downey jr), che, stremato nel fisico e nell’animo dalle ferite e dalla consapevolezza del fallimento, non può fare altro che spegnersi lentamente. Insomma è successo davvero: il male ha trionfato ed i supereroi sopravvissuti devono fare i conti con la realtà; con il dolore della perdita di un mondo; con la scomparsa di amici e famigliari, ma soprattutto con i propri errori. I fratelli Russo in una lunga carrellata ci raccontano come: Vedova Nera (Scarlett Johansson), Captain American (Chris Evans), Occhio di Falco (Jeremy Renner), Hulk (Mark Ruffalo), e poi Rocket Raccoon, Nebula (Karen Gillan) e War Machine (Don Cheadle), ed alla fine un miracolato Iron-man salvato dalla giovane ed invincibile Captain Marvel (Brie Larson), riannodino i fili della loro esistenza e della reciproca amicizia, non senza difficoltà e animosità, tra rimproveri e battute folgoranti; momenti drammatici e siparietti comici irresistibili.

Avengers: Endgame, come una sinfonia, inizia con un pianissimo, lasciando da parte l’azione, ma mettendo in campo i sentimenti, le debolezze, il romanticismo e le assurdità dei propri campioni e delle loro situazioni, in un crescendo dove la commedia si mescola al dramma e lo stravolge con momenti di scoppiettante ilarità e di caustica ironia con l’intento di far ridere il pubblico senza infingimenti nel nome del puro intrattenimento. Poi, nella seconda parte, ci sarà la riscossa, la voglia di battersi, costi quel che costi, la guerra totale in cui i nostri paladini si butteranno a capofitto per vincere i propri ed i nostri mostri, tutti uniti contro Thanos.

Scritto da Christopher Markus e Stephen McFeely, questo Kolossal cinematografico di tre ore, riesce, grazie alla sceneggiatura e alla sapiente regia dei Russo brothers, a riportare in superficie lo spirito del fumetto, quel particolare divertimento della pagina disegnata che è un misto di candore, di nobili sentimenti, di generosità, di humour e di credulità con i suoi balloon esaltati e diretti, dove l’incredibile diventa avvincente e l’impossibile riesce a commuovere. E l’atmosfera di Avengers: Endgame resta questa anche quando l’azione e le spettacolari immagini in CGI prendono il sopravvento e la storia evoca, reinventandoli, i momenti culminanti dei film precedenti, tra battaglie e duelli, riportando in vita amici, avversari e temibili minacce, mentre la storia del film si arricchisce di nuovi spunti, di interrogativi e mette alcuni dei protagonisti faccia a faccia con il proprio irrisolto passato. La guerra di Avengers: Endgame finisce mettendo in campo tutti gli eroi Marvel in una carica epica ed esaltante, dove le eroine spiccano per la loro audacia, la bellezza ed i grandi poteri. La saga è finita e nella marea montante di titoli di coda del film, non si cela nessuna nuova immagine. Ma qualcosa sta per ricominciare, e il futuro, lo abbiamo ben capito, è femmina. Così, mentre il pubblico si gode Avengers: Endgame Scarlett Johansson si sta già preparando a girare il primo film tutto dedicato alla Vedova Nera, eroina creata da Stan Lee nel 1964.

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