Bobby Solo a Bellinzona, simpatia e rock’n’roll

Musica

Grande successo al Teatro Sociale per una delle icone della musica italiana degli anni Sessanta: un esplosivo concerto tra vecchie hit, omaggi ad Elvis e qualche sorpresa - LE FOTO E IL VIDEO

Bobby Solo a Bellinzona, simpatia e rock’n’roll
Bobby Solo, sabato sera sul palco dei Teatro Sociale di Bellinzona.

Bobby Solo a Bellinzona, simpatia e rock’n’roll

Bobby Solo, sabato sera sul palco dei Teatro Sociale di Bellinzona.

Un vecchio leone che non smette di ruggire con classe, eleganza, simpatia e una buona dose di ironia. Così è sintetizzabile il concerto di una delle grandi icone della musica italiana degli anni Sessanta, Bobby Solo, ospite sabato sera al Teatro Sociale dalla Fondazione del Patriziato di Bellinzona per il tradizionale gala di fine anno. Una serata all’insegna della nostalgia, of course, ma anche e soprattutto della grande musica perché, a dispetto dei suoi 74 anni cantati e suonati, Roberto Satti, in arte Bobby Solo, continua a rimanere un artista con i fiocchi, con una calda voce che non sembra risentire minimamente del trascorrere del tempo, una consumata abilità scenica e una simpatia e un’abilità nel coinvolgere il pubblico che ha pochi eguali.

Bobby Solo a Bellinzona, simpatia e rock’n’roll

Sulla scena per quasi due ore, accompagnato da un energico quartetto, l’artista italiano ha infatti passato in rassegna, tra divertenti aneddoti e curiosità, il suo sconfinato repertorio (dalle immancabili Lacrima sul viso, Zingara, Siesta e Non c’è più niente da fare a brani meno noti) alternandolo a rivisitazioni di hit del suo grande punto di riferimento, Elvis Presley, ma anche puntellando qua e là la scaletta con deliziose chicche totalmente improvvisate. Come quando, raccogliendo un suggerimento di uno spettatore che gli ha gridato «Facci qualcosa di Johnny Cash», si è lanciato in una coinvolgente versione di Folsom Prison Blues, o quando ha trasformato in una beguine Mamma di Giorgio Consolini o quando ancora, a chiusura del suo show, si è lanciato in un travolgente blues nella miglior tradizione del Mississippi.

Un artista insomma non imprigionato nel cliché revivalistico, con il quale scherza amabilmente per tutto l’arco dello spettacolo, ma un musicista e un cantante che continua ad amare il suo mestiere e che si diverte ogni sera a rimettersi in gioco pur rimanendo strettamente legato al suo grande amore, il rock’n’roll delle origini del quale può essere considerato, e non solo a livello italiano, uno degli ultimi veri eroi.

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Un momento dello show
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