«Carlo Storni, un capriaschese a Roma»

L’intervista/ Antonio Gili

Lo storico e ricercatore racconta la vicenda da cui è nata la mostra alla Pinacoteca Züst

 «Carlo Storni, un capriaschese a Roma»
Il telero ritrovato. Carlo Storni, Fuga in Egitto (Museo d’arte della Svizzera italiana, Lugano).

«Carlo Storni, un capriaschese a Roma»

Il telero ritrovato. Carlo Storni, Fuga in Egitto (Museo d’arte della Svizzera italiana, Lugano).

La vicenda dimenticata del pittore ticinese Carlo Storni (1738-1806) anima ora una deliziosa mostra alla Pinacoteca Giovanni Züst di Rancate scaturita da una ricerca, quasi da detective della storia dell’arte, promossa dal noto storico e ricercatore Antonio Gili. Ce la siamo fatta raccontare direttamente da lui.

Antonio Gili, come nasce questa mostra e da dove scaturisce il suo interesse per Carlo Storni, un nome finora assente dalla storiografia artistica ticinese?

«Due anni fa il signor Carlo Storni di Sureggio mi ha contattato chiedendomi se c’era modo di poter rintracciare 4 teleri del suo omonimo avo originario di Lugaggia (Capriasca), mai più rinvenuti dopo che l’intero ciclo di 15 pezzi, raffiguranti episodi della vita della Vergine Maria, era stato trafugato dalla Parrocchiale di Tesserete...

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