Claudio Magris e le incertezze della vecchiaia

Letteratura

Tagliato il traguardo degli 80 anni lo scrittore triestino riflette sulla vita e sulla morte

 Claudio Magris e le incertezze della vecchiaia
Claudio Magris (Trieste, 10 aprile 1939) è stato fra i primi a rivalutare il filone letterario di matrice ebraica all’interno della letteratura mitteleuropea. (fotogonnella)

Claudio Magris e le incertezze della vecchiaia

Claudio Magris (Trieste, 10 aprile 1939) è stato fra i primi a rivalutare il filone letterario di matrice ebraica all’interno della letteratura mitteleuropea. (fotogonnella)

Claudio Magris ha compiuto in aprile 80 anni ed ha pubblicato un libro con cinque racconti che più diversi l’uno dall’altro non potrebbero essere, pur se il tema comune è la vecchiaia. «Un avanzare per indietreggiare» è la vecchiaia, dice Magris, ci si inoltra «in un territorio sconosciuto per sottrarsi alla realtà» che preme «da tutte le parti spigolosa e invadente». Avanzare in che direzione, e come? È l’incertezza, a volte il dramma, della vecchiaia. Un anno prima di morire Thomas Mann, pur rimanendo attivo con letture, studi e scritti fino alla fine, annota nel diario: «Malinconia, trepidazione, ansia per il tempo che mi rimane da vivere». Incombe la disperazione e ripete spesso parole dalla Tempesta di Shakespeare che mandano moglie e figlia Erika su tutte le furie: And my ending is despair...

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