Coldplay, ecco il tour attento all’ambiente

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La band intende ridurre del 50% le emissioni di CO2 rispetto alla precedente tournéé – Largo a pannelli solari, pavimenti «cinetici» e materiali riciclabili

Coldplay, ecco il tour attento all’ambiente
© AP/Scott Roth

Coldplay, ecco il tour attento all’ambiente

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Un nuovo tour. Mondiale. Con un occhio all’ambiente. Parliamo dei Coldplay, già. La band ha annunciato di voler ridurre del 50% le emissioni di CO2 rispetto al tour del 2016-17. Fra le varie iniziative, quella di utilizzare «quasi interamente» energia proveniente da fonti rinnovabili.

Sarà, per certi versi, un tour futuristico. Ad esempio, verrà installato un pavimento «cinetico». Così, l’energia creata dai fan durante lo spettacolo potrà essere sfruttata. Ci saranno pannelli solari un po’ ovunque. E il palco stesso sarà costruito con materiali riutilizzabili e sostenibili, tra cui bambù e acciaio riciclato.

Le date sono state incastonate affinché l’impiego di voli sia minimo. La band, inoltre, quando volerà pagherà un extra per sostenere lo sviluppo di carburanti a impatto zero per l’aviazione.

Anche i fan, come detto, faranno la loro parte. Se sceglieranno mezzi di trasporto a impatto zero per arrivare a uno show, avranno diritto a uno sconto. Per ogni biglietto venduto, i Coldplay si impegneranno inoltre a piantare almeno un albero.

E ancora: i braccialetti luminosi indossati dai fan - una parte fondamentale degli spettacoli dei Coldplay - saranno fatti di materiali compostabili e molti saranno riutilizzati, con una produzione dei braccialetti ridotta dell’80%. I coriandoli usati saranno biodegradabili, mentre la band «si sforzerà di eliminare la vendita di bottiglie d’acqua di plastica monouso».

La band ha spiegato: «Il pianeta sta affrontando una crisi climatica. Abbiamo passato gli ultimi due anni a consultarci con esperti ambientali per rendere questo tour il più sostenibile possibile e, cosa altrettanto importante, per sfruttare il potenziale del tour per far progredire le cose. Non riusciremo a fare tutto bene, ma ci impegniamo a fare tutto il possibile e a condividere ciò che impareremo».

Il tour di 30 date inizia in Costa Rica il 18 marzo, e viaggerà nella Repubblica Dominicana, in Messico, negli Stati Uniti, in diversi paesi dell’Europa continentale e nel Regno Unito, finendo in Brasile.

L’industria musicale, insomma, si è resa conto dell’impronta che ogni tour genera in termini di emissioni. Trasporto di persone e materiali, grandi scenografie, spostamenti da un continente all’altro.

I Massive Attack hanno recentemente commissionato un rapporto dell’Università di Manchester sui tour. Etichette musicali indipendenti del Regno Unito come Ninja Tune e il gruppo di etichette Beggars, tra cui XL e 4AD, hanno invece preso degli impegni riguardanti la produzione, i viaggi di lavoro e l’uso di energia.

Harry Styles, Tame Impala, Pink e i 1975 sono tra gli artisti che hanno collaborato con l’organizzazione Reverb per i loro tour. Reverb incoraggia i partecipanti a non usare la plastica monouso, e calcola le emissioni di carbonio di un tour per finanziare «progetti globali che eliminano direttamente una quantità equivalente di inquinamento da gas serra».

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