Collezione Bührle: il rapporto tra arte e guerra

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Secondo uno studio dell’Università zurighese, il capitale accumulato negli anni ‘40 grazie all’esportazione di materiale bellico avrebbe permesso all’imprenditore tedesco, naturalizzato svizzero, di intraprendere la raccolta di numerose opere ora in parte esposte in un museo privato

Collezione Bührle: il rapporto tra arte e guerra
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È stata l’esportazione di armi a consentire a Emil Georg Bührle di allestire la propria rinomata collezione d’arte. Lo rivela un nuovo studio dell’Università di Zurigo, che ha esaminato per la prima volta i legami fra le due sfere di attività dell’imprenditore.

Il mercato delle armi fece di Bührle, tedesco di nascita (era di Pforzheim, nel Baden-Württemberg) ma stabilitosi nel canton Zurigo, l’uomo più ricco della Svizzera negli anni ‘40. La ricerca su di lui, presentata oggi, arriva a risultati chiari: la creazione della sua collezione di livello mondiale è stata resa possibile dall’immensa fortuna accumulata con il materiale bellico.

Bührle si è riempito le tasche esportando armi prima, durante e dopo la Seconda guerra mondiale, afferma, citato in una nota odierna, lo storico Matthieu Leimgruber, che ha supervisionato lo studio, commissionato dalla città e dal canton Zurigo. L’uomo d’affari viene dipinto come uno spietato opportunista in termini di business, che non si faceva problemi a chiudere contratti con chiunque.

La sua azienda Werkzeugmaschinenfabrik Oerlikon (WO) ha fornito armi antiaeree alla Germania nel periodo fra i due conflitti mondiali. Nel corso della guerra poi, Bührle vendette dapprima cannoni agli Alleati per 60 milioni di franchi e in seguito, dopo la capitolazione della Francia, tornò a concludere accordi con i tedeschi e le potenze dell’Asse, per cifre intorno ai 540 milioni.

Quando la sconfitta dei nazisti iniziò a profilarsi, Bührle scaltramente si schierò di nuovo con gli Alleati. Nel dopoguerra, acquistando ad esempio dei Cézanne e dei Renoir, l’imprenditore naturalizzato svizzero ampliò ulteriormente la personale raccolta di opere, avviata precedentemente. Il suo amore per l’arte risaliva alla gioventù e ai tempi degli studi universitari. Bührle morì a 66 anni in quel di Zurigo nel 1956.

Parti della sua controversa collezione sono esposte dagli anni ‘60 in un museo privato della città sulla Limmat. Nel 2021 verrà inaugurato un ampliamento del Kunsthaus, che ospiterà i quadri della fondazione Emil G. Bührle.

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