Come ti stravolgo Shakespeare, divertendomi...

Teatro

Grande successo al Palazzo dei Congressi di Lugano per l’inedita ed irriverente versione di Romeo & Juliet messa in scena dalla PopMusicSchool di Paolo Meneguzzi

 Come ti stravolgo Shakespeare, divertendomi...

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«Quando nel XVI secolo Shakespeare metteva in scena le sue opere, alle donne era vietato calcare il palcoscenico: gli attori erano dunque tutti uomini, anche per le parti femminili. Inoltre – pochi lo sanno – il bardo aveva sempre pronti due finali per le sue pièce, che decideva di utilizzare a seconda dell’umore della platea. Ed è proprio partendo da questi due elementi che abbiamo messo in scena il nostro Romeo & Juliet, certamente un po’ irrispettoso rispetto all’idea che tutti noi abbiamo delle classiche interpretazioni shakespeariane, ma per alcuni versi molto vicino al teatro dell’epoca».

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Così Paolo Meneguzzi e l’autore Fernando Coratelli hanno presentato il musical ispirato a Romeo e Giulietta andato in scena mercoledì e venerdì sera in un Palazzo dei Congressi di Lugano al solito gremito. Interpretato dagli allievi e dagli attori della PopMusicSchool del cantautore mendrisiense, lo show è stato una versione riveduta e corretta dell’affascinante musical proposto due stagioni fa. Riveduta non tanto nella trama – presa sostanzialmente pari pari dal soggetto di Shakespeare – quanto nell’allestimento giocato tutto su un divertente scambio di ruoli: tutte le parti maschili sono state infatti interpretate da donne e viceversa quelle femminili sono state affidate a uomini.

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Uomini che però di femminile avevano solo gli abiti e le acconciature, il resto era prettamente – e volutamente – mascolino: dal portamento alle voci alle, soprattutto, fluenti barbe che li faceva sembrare una singolare squadra di... Conchite Wurst. Con risultati decisamente esilaranti che, da soli, sarebbero stati sufficienti a trasformare la tragedia in una tragicommedia. Che però è stata resa ancora più tale da alcune divertenti trovate sceniche (come la celebre scena del balcone ambientata in un gabinetto femminile ma anche la caricaturizzazione estrema di alcune figure come la madre di Giulietta, più simile ad un truce guerriero della serie Viking che ad una nobildonna veneta) nonché dalla decisione di stravolgere il finale: invece che con la morte dei protagonisti, il Romeo & Juliet meneguzziano si chiude infatti con il più classico degli «happy end». Stravolgimenti che, tuttavia, non hanno mutato l’essenza dell’opera ed il suo significato. Anzi, – grazie anche la splendida colonna sonora originale firmata dal duo Paolo Meneguzzi-Simone Tomassini ispirata ai classici dei Queen e ad azzeccate e dinamiche coreografie – hanno dato un tono brioso e leggero ad una storia normalmente cupa.

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Da sottolineare infine la bravura e la preparazione degli oltre quaranta artisti in scena per molti dei quali la prospettiva di una carriera professionale nell’ambito del teatro musicale è ormai qualcosa più di un sogno. E questo, probabilmente, è il risultato di cui la PopMusicSchool può dirsi più fiera.

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