“Da presidente sarei un disastro”

Intervista all'attore Bill Pulmann, premiato con l'Excellence Award a Locarno, che parla della sua carriera

“Da presidente sarei un disastro”
Bill Pullman.

“Da presidente sarei un disastro”

Bill Pullman.

LOCARNO - «Il modo in cui gli svizzeri sanno accendere il barbecue è fantastico, lo stile di preparazione dei legni è impeccabile. Vorremmo tutti far il fuoco così!» Comincia così la conversazione con uno dei più versatili attori statunitensi, capace di spaziare dai blockbuster, alle piccole produzioni, al cinema d'autore, senza strafare, né gigioneggiare, quasi sempre sotto le righe, a ricordarci che dentro al personaggio c'è comunque la stoffa di uno come tanti. Questa sua bonomia e disponibilità ci ha accompagnato nel corso dell'intervista (qui, un estratto) dove ha parlato tra l'altro della sua soddisfazione di essere in festival che lo ha premiato ieri sera con l'Excellence Award.Sono passati vent'anni da quando Bill Pullman nei panni del presidente Thomas J. Whitmore doveva difendere la terra dall'attacco degli alieni, eppure la minaccia è ancora lì pronta a colpire nel sequel Independence Day – Rigenerazione che lo vede ancora tra i protagonisti, come ex presidente. Era dunque inevitabile che l'intervista si concentrasse sulla novità che ci attende quest'autunno nelle nostre sale.

Che cosa significa, per lei, Mr. Pullmann ritornare in quel ruolo?

«Questo tornare indietro nella storia dopo vent'anni mi provoca le stesse sensazioni di una di quelle reunion che si tengono ogni tanto tra compagni di scuola. L'incontro può essere di una noia mortale oppure emozionane, come è stato per me rivedere le persone con cui ho lavorato, Roland in particolare (Emmerich, ndr.). Mi sono sempre domandato in questi anni che cosa avrebbe messo in un sequel, e sono particolarmente colpito da come fosse coinvolto emotivamente nel progetto».

Lei che ha interpretato varie volte il ruolo di presidente come sarebbe da presidente vero e che opinione ha di questo ruolo?

«Sarei un pericolo per la nazione! Mi sono divertito molto a girare 166 Penn (una serie televisiva, girata nella Casa Bianca, ndr.) che era una parodia dell'essere presidente; così come in Balle spaziali e in Independence Day c'erano i fatti e il commento ironico. Rispetto a quando ero ragazzo ho comunque cambiato atteggiamento nei confronti dell'operato del governo. Sono tante le difficoltà e i pericoli che dobbiamo affrontare oggi che la loro responsabilità e importanza sono davvero grandi».

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