Dopo 25 anni tornano i De Sfroos

Musica

La band comasca, popolarissima in Ticino, pubblica il 25 settembre una nuova edizione del suo album d’esordio «Manicomi»

Dopo 25 anni tornano i De Sfroos
Dopo 25 anni, una reunion per i mitici De Sfroos.

Dopo 25 anni tornano i De Sfroos

Dopo 25 anni, una reunion per i mitici De Sfroos.

Dopo 25 anni tornano i De Sfroos

Dopo 25 anni tornano i De Sfroos

Dopo 25 anni tornano i De Sfroos

Dopo 25 anni tornano i De Sfroos

È scoppiata la pace in casa De Sfroos! Dopo 25 anni la band lariana, popolarissima in Ticino ancor prima che in madre patria, è tornata assieme per una nuova edizione di Manicomi, un album diventato, nel tempo, un oggetto di culto. L’edizione dell’anniversario uscirà il 25 settembre ed è in preordine da oggi su iTunes e pre-save su Spotify. Sempre dal 25 settembre Manicomi sarà disponibile in formato cd e deluxe/limited edition (doppio vinile e cd) nei negozi tradizionali, oltre che su tutte le piattaforme streaming e in digital download. Il cofanetto deluxe/limited edition sarà disponibile anche in versione autografata sul sito di Music First. Tutte le canzoni del disco, che sarà pubblicato da MyNina/Artist First, sono state rimasterizzate negli studi della RSI.

«Ci siamo rimessi a suonare come se il tempo non fosse passato»

Il primo commento spetta a Gianpiero Canino, manager di Davide Van De Sfroos, ma anche amico di Alessandro Giana, bassista e cofondatore del gruppo, da ancora prima di conoscere Bernasconi. «Durante il lockdown ho iniziato a pensare che in un periodo così tremendo per la musica e per i musicisti fosse importante dare un bel segnale, qualcosa di davvero positivo. E visto che sono passati 25 anni da quel 1995 mi sono detto “proviamoci”». Un giro di telefonate, una cena per confrontarsi ed ecco rinata la band che oggi schiera Davide Van De Sfroos (Davide Bernasconi), Alessandro Frode (Alessandro Giana), Didi Murahia (Arturo Bellotti) e Lorenzo Mc. Inagranda (Lorenzo Livraghi). «Ci siamo rimessi a suonare come se il tempo non fosse passato – spiegano –. E abbiamo ritrovato tutto il divertimento, unito anche alla consapevolezza che tante cose non potranno essere come prima». Il riferimento è a Marco Pollini (Marcu della Guasta), venuto a mancare poco tempo fa. «Questa nuova edizione del disco è dedicata a lui e a Giulio Bianchi, un operatore culturale comasco che è stato determinante per i nostri inizi e, purtroppo, è scomparso di recente».

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