È morto Mariss Jansons, diresse le più importanti orchestre

Musica

Di origini lettoni, l’artista è scomparso ieri a 76 anni nella sua casa di San Pietroburgo, città dove si era formato studiando violino, pianoforte e direzione al conservatorio

È morto Mariss Jansons, diresse le più importanti orchestre
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È stato un grande direttore d’orchestra Mariss Jansons, scomparso ieri a 76 anni nella sua casa di San Pietroburgo, città dove si era formato studiando violino, pianoforte e direzione al conservatorio.

Di origine lettone, era nato a Riga il 14 gennaio 1943, aveva avuto un importante problema cardiaco e per questo aveva limitato le sue apparizioni da qualche mese, cancellando molti concerti estivi. Ad ottobre, dopo una pausa di sei mesi, Jansons era tornato sul podio con la Bavarian Radio Symphony Orchestra.

Dal 1973 al 2000, aveva guidato la Oslo Philharmonic. Tra le sue molteplici esperienze, Jansons è stato anche direttore della London Philharmonic Orchestra e dei Wiener Philarmoniker. Aveva diretto la Amsterdam Concertgebouw e la Pittsburgh Symphony Orchestra. Nel 2018 era stato nominato membro onorario dei Berliner Philharmoniker. Nell’aprile 2019 aveva ricevuto l’Herbert von Karajan Prize al festival di Salisburgo. Da anni era alla guida della Bavarian Radio Symphony Orchestra di Monaco. Le sue registrazioni epiche riguardano in particolare includono le sinfonie di Mahler per cui era celeberrimo.

La notizia della morte è stata data dalla Vienna Philharmonic Orchestra: «Siamo profondamente addolorati per la notizia della scomparsa del maestro e membro onorario della nostra orchestra» si legge in una nota della Filarmonica, che il maestro aveva diretto tre volte per il celebre concerto di Capodanno, ricordando «gli anni di fruttuosa collaborazione artistica a Vienna, Salisburgo e in tournée». E annuncia poi che il concerto in programma oggi con la direzione di Jakub Hrusa è dedicato alla sua memoria.

La storia di Mariss Jansons, «il direttore d’orchestra con un dolcissimo sorriso» comincia come un romanzo: era nato nella città lettone occupata dai tedeschi in un nascondiglio dove la madre ebrea Iraida si era riparata dal ghetto di Riga per sfuggire ai nazisti. Era figlio d’arte: la madre cantante d’opera e il padre Arvids direttore d’orchestra (era stato allievo anche di von Karajan) ed era cresciuto tra strumenti musicali, prove d’orchestra e palcoscenico maturando così una conoscenza innata incredibile.

Dopo la guerra, con il padre vicedirettore della Filarmonica di Leningrado (oggi San Pietroburgo) s’immerse nella musica avendo a disposizione una grande biblioteca musicale. Negli anni ‘70 gli fu permesso di uscire dall’allora Unione Sovietica per andare in Galles per uno straordinario ciclo di Ciajkovskij e ad Oslo, dove divenne direttore musicale nel 1979.

Già nel 1996 aveva avuto problemi cardiaci: salvato per miracolo da un infarto in scena mentre conduceva la Bohème a Oslo. Nel ‘97 divenne direttore musicale a Pittsburgh guidandone l’orchestra fino al 2004. Secondo i critici da direttore fu ineguagliabile per quel che riguarda la collocazione precisa di musicisti nell’orchestra.

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