Concerti

Francesco De Gregori e la tentazione dell’orchestra

Il cantautore fa tappa con il suo nuovo tour venerdì sera in piazza della Riforma a Lugano

 Francesco De Gregori e la tentazione dell’orchestra
Francesco De Gregori durante la tappa inaugurale del tour orchestrale alle Terme di Caracalla. (Foto Giovanni Canitano)

Francesco De Gregori e la tentazione dell’orchestra

Francesco De Gregori durante la tappa inaugurale del tour orchestrale alle Terme di Caracalla. (Foto Giovanni Canitano)

 Francesco De Gregori e la tentazione dell’orchestra

Francesco De Gregori e la tentazione dell’orchestra

«Lo spettacolo che porteremo in scena mischia un tessuto musicale che è una contaminazione tra generi vari, io sono molto soddisfatto. Credo che un musicista che ormai pratica il mestiere da 50 anni a un certo punto deve inevitabilmente arrivare, o comunque farsi tentare, dal suono orchestrale, perché l’orchestra produce dinamiche, timbriche, armonie che sono a volte nascoste nelle canzoni quando uno le scrive voce e chitarra/pianoforte o le fa con la sua band. L’orchestra aumenta queste potenzialità e, personalmente riesce anche a commuovermi perché magari una canzone sembrava una cosetta così e invece...». Così Francesco De Gregori spiega i motivi che lo hanno portato ad architettare il suo «De Gregori & Orchestra - Greatest Hits Live», il nuovo tour che dopo aver debuttato il mese scorso alle Terme di Caracalla fa tappa in piazza della Riforma a Lugano venerdì sera alle 21 e che si concluderà (dopo una dozzina di esibizioni in tutta Italia) il 23 settembre al Teatro degli Arcimboldi di Milano. Un’occasione per riscoprire in veste inedita (gli arrangiamenti sono di Stefano Cabrera) una ventina di suoi grandi successi (vedi la scaletta a lato). Ad accompagnarlo sul palco ci sarà infatti una formazione di 40 elementi (la Gaga Symphony Orchestra) diretta da Simone Tonini, più lo Gnu Quartet (flauto, viola, violino e violoncello), senza però dimenticare la band che accompagna il cantautore già da diverso tempo, con Guido Guglielminetti al basso, Carlo Gaudiello al pianoforte, Paolo Giovenchi alle chitarre, Alessandro Valle alla pedal steel guitar e al mandolino, Simone Talone alle percussioni e le coriste Vanda Rapisardi e Francesca La Colla.

Per De Gregori questa nuova sfida artistica giunge a pochi mesi da un progetto che si potrebbe per molti versi definire «opposto», ovvero la serie di concerti «intimi» intitolata Off the Record al Teatro della Garbatella di Roma (appena 230 posti) nel corso dei quali (tra fine febbraio e fine marzo, tutte le sere tranne il giovedì) il musicista si è divertito a cambiare scaletta ogni volta, pescando tra una sessantina di brani del suo immenso repertorio, che ha ormai quasi mezzo secolo alle spalle, e facendo ovviamente registrare una serie di venti sold out consecutivi.

Con il tour che venerdì transita dal Ticino in occasione della chiusura della stagione di LuganoInScena e della contemporanea apertura del LongLake Festival (vedi sotto), De Gregori fa invece i conti con quei Greates Hits che un tempo alimentavano sostanziosamente il mercato discografico ma che oggi, per un musicista mai sazio di nuove esperienze come lui, rischiano di trasformarsi in una palla al piede ad ogni concerto. La scelta, come ammette lui stesso, è stata «dolorosa» ma anche «obbligata» poiché è dipesa dal modo in cui le avrebbe eseguite l’orchestra. «Ho sacrificato per forza dei pezzi più ritmici che avrebbe avuto poco senso fare» continua De Gregori, specificando però che non si tratta di un mutamento di rotta radicale: «È solamente un’integrazione che sviluppa delle dinamiche, delle linee melodiche che erano sottintese nella struttura originale e che ora ho portato allo scoperto, grazie agli arrangiamenti e all’orchestra». Un modo di considerare le proprie canzoni come «qualcosa di vivo», come «figli che ogni giorno vesti in un modo o in un altro, però alla fine sempre figli sono. La struttura, la spina dorsale delle cose che ho scritto, non è cambiata»..

Un’impresa del genere, che sottintende anche un importante sforzo organizzativo ed economico, sembra pensata apposta in vista della pubblicazione di un album «live», ma a questo proposito il cantautore è categorico: «Sì, un disco lo farò, ma non lo pubblicherò mai. Non voglio fare dischi che non vendono, brani che le radio non passano. Lo farò per mio uso personale». Un motivo che rende quindi più imperdibile che mai il concerto di stasera a Lugano (prevendite alla biglietteria del LAC, su www.ticketcorner.ch e www.biglietteria.ch).

LA SCALETTA

«La scaletta è fissa, non cambia!»: Francesco De Gregori l’ha ripetuto più volte prima di dare il via al tour che venerdì farà tappa a Lugano. Qui di seguito la lista delle canzoni eseguite durante la data inaugurale dell’11 giugno alle Terme di Caracalla:

O Venezia che sei la più bella (sola orchestra), Generale, Il cuoco di Salò, La storia, Pablo, Due zingari, La leva calcistica della classe ’68, Un guanto, Sempre e per sempre, Bufalo Bill, La valigia dell’attore, Santa Lucia, Alice, La donna cannone, Vai in Africa, Celestino!, Pezzi di vetro, Cardiologia, L’abbigliamento di un fuochista, Titanic.

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