«Gesualdo da Venosa tra orrore e bellezza»

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Lo scrittore Andrea Tarabbia analizza la figura del protagonista del suo romanzo «Madrigale senza suono» con cui lo scorso fine settimana si è aggiudicato il prestigioso Premio Campiello

 «Gesualdo da Venosa tra orrore e bellezza»

«Gesualdo da Venosa tra orrore e bellezza»

È un varesino il vincitore della 57. edizione del Premio Campiello, assegnato lo scorso fine settimana. Si tratta del quarantunenne di Saronno Andrea Tarabbia che con Madrigale senza suono (ed. Bollati Boringhieri) ha sbaragliato gli altri finalisti ottenendo 73 voti su 277 votanti. A metà strada tra il romanzo e il saggio, Madrigale senza suono ruota attorno alla figura del musicista Carlo Gesualdo, noto come Gesualdo da Venosa, madrigalista vissuto a cavallo del Cinque e Seicento (1566 -1613) appartenente alla nobile famiglia napoletana dei Gesualdo. Per vendicare l’onore tradito dalla chiacchierata moglie Donna Maria d’Avalos, Gesualdo uccise lei e il suo amante trovando poi nella musica una sorta di espiazione, componendo splendide opere che secoli dopo avrebbero attratto l’attenzione...

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