Guccini: «Scrivere libri è un sogno che ho sin da quando ero bambino»

L’intervista

L’ormai ex cantautore («ho smesso di scrivere canzoni perché non mi venivano più») nel suo nuovo libro «Tralummescuro» parla di Pàvana, il borgo appenninico dove è cresciuto, tra ricordi e nostalgia

Guccini: «Scrivere libri è un sogno che ho sin da quando ero bambino»
© Shutterstock

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Guccini: «Scrivere libri è un sogno che ho sin da quando ero bambino»

Guccini: «Scrivere libri è un sogno che ho sin da quando ero bambino»

«Scrivo perché non ho più niente da dire con le canzoni: non mi venivano più. E se non vengono più è inutile arrampicarsi sugli specchi. Faccio fatica anche a strimpellare la chitarra e a pensare note e versi». Dopo quasi mezzo secolo di musica racchiuso in 16 album e 150 canzoni con capolavori come Dio è morto, Eskimo, La locomotiva e vent’anni di collaborazione letteraria con Loriano Macchiavelli, che ha prodotto otto romanzi e creato due personaggi memorabili – il maresciallo Santovito e l’ispettore della forestale Marco Gherardini detto Poiana – Francesco Guccini, che ormai ha abbandonato completamente la canzone per la narrativa, dopo Croniche epifaniche, Vacca d’un cane e Cittanova blues, pubblica un altro libro da solista: Tralummescuro – Ballata di un paese al tramonto . L’artista,...

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