I Gotthard «classici» infiammano Lugano

Concerti

Esclusivo evento ieri sera al Palazzo dei Congressi promosso e offerto da AMAG durante il quale la band ticinese ha riletto le pagine più significative del suo repertorio affiancata dai 25 elementi dell’Orchestra da camera di Zurigo - FOTO e VIDEO

 I Gotthard «classici» infiammano Lugano
© CdT/Gabriele Putzu

I Gotthard «classici» infiammano Lugano

© CdT/Gabriele Putzu

 I Gotthard «classici» infiammano Lugano

I Gotthard «classici» infiammano Lugano

 I Gotthard «classici» infiammano Lugano

I Gotthard «classici» infiammano Lugano

 I Gotthard «classici» infiammano Lugano

I Gotthard «classici» infiammano Lugano

 I Gotthard «classici» infiammano Lugano

I Gotthard «classici» infiammano Lugano

 I Gotthard «classici» infiammano Lugano

I Gotthard «classici» infiammano Lugano

 I Gotthard «classici» infiammano Lugano

I Gotthard «classici» infiammano Lugano

 I Gotthard «classici» infiammano Lugano

I Gotthard «classici» infiammano Lugano

 I Gotthard «classici» infiammano Lugano

I Gotthard «classici» infiammano Lugano

Classicismo e hard rock sono due generi da sempre considerati agli antipodi: formalità e compostezza da una parte, sfrontatezza, adrenalina allo stato puro ed esagerazione dall’altra. Nonostante queste diversità i due generi, ormai da più di mezzo secolo, provano ad incontrarsi. Ed è soprattutto l’universo rock a cercare – con esperimenti più o meno riusciti – di coniugare la sua carica energetica e le sue istintive atmosfere con quelle più colte e ordinate dell’orchestra e delle sue partiture. Tra i tanti che hanno tentato questo difficile ed impegnativo matrimonio, sulla scia delle band inglesi come i Deep Purple che hanno sostanzialmente aperto questa via, anche i nostri Gotthard che da qualche stagione intrattengono un rapporto privilegiato con una delle più importanti orchestre da camera del paese, la Zürcher Kammerorchester. Assieme ai cui 25 elementi sono tornati ad esibirsi, ieri sera, in un esclusivo concerto al Palazzo dei Congressi di Lugano, organizzato ed offerto ad una selezionata platea dal gruppo di importazione e vendita di autoveicoli AMAG.

Una serata che ha ribadito come queste due anime artistiche così diverse possono non solo andare d’accordo ma anche arricchirsi vicendevolmente, dando un po’ più di compostezza e di rigore all’esuberanza del rock e, viceversa, scompigliare, vivacizzandolo, il tradizionale compassato modus operandi dell’orchestra. A cementare ancora di più questa fortunata unione la scelta, da parte di Leo Leoni e compagni, di presentarsi sulla scena con una strumentazione prevalentemente acustica e con una scaletta di quasi un’ora e mezza impostata prevalentemente sulle «ballad» della band. Dall’iniziale Heaven, proposta dalla sola orchestra alla stregua di una Ouverture, a canzoni come Remember It’s Me, Stay with me, C’est la vie al medley tra One life One Soul e alla riproposta (stavolta in versione completa) Heaven. Non sono tuttavia mancati brani all’origine più vivaci come Tell Me (eseguita con un ruffianissimo gioco di percussioni di sottofondo che strizzava l’occhio agli Stones di Beggars Banquet ), Tequila Symphony, Feel What I feel , Lift U Up (il cui inconfondibile riff ha scatenato cori da stadio) e Anytime, Anywhere che tuttavia nello speciale arrangiamento per orchestra hanno acquistato tratti più «gentili». E neppure un paio di storiche «cover» di brani degli indiscussi numi tutelari dell’ensemble ticinese (i Deep Purple, of course): Hush e soprattutto una Smoke On The Water trasformata in una deliziosa e conturbante ballad. Il gran finale non poteva che essere un ringraziamento: ai fan che hanno riempito il Palacongressi facendo sentire il loro affetto alla band dalla prima all’ultima nota, e agli organizzatori che hanno regalato loro una serata straordinaria che ci auguriamo non si debba aspettare ancora così tanto tempo per poter riascoltare. E allora Thank You che, tanto per chiudere in bellezza, i Gotthard hanno trasformato in un’interminabile suite durata oltre una decina di minuti.

Loading the player...
©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

  • 1 Mauro Rossi
Ultime notizie: Cultura & Società
  • 1
  • 2

    Come alla corte del Re Sole

    Concerti

    Torna, venerdì 6 dicembre (ore 20.30) al LAC di Lugano il celebre musicista e direttore d’orchestra catalano Jordi Savall – Alla testa dell’ensemble Le concert des Nations, si cimenterà con un repertorio cameristico che spazia tra autori del Cinquecento e del Settecento francese

  • 3

    T contro T, il match di ritorno

    Il libro

    A due anni dal primo è fresco di stampa il nuovo dibattito epistolare fra Tito Tettamanti e Alfonso Tuor su disuguaglianza, disagio, democrazia – La visione ottimista del finanziere e quella pessimista del giornalista, con un minimo comune denominatore: viviamo in un’epoca di forte instabilità – La presentazione ufficiale del volume, alla presenza dei due autori, lunedì 9 dicembre (ore18.00) nella Sala San Rocco di Lugano

  • 4

    La grande attualità di Tosca

    Opera

    Un sontuoso allestimento del capolavoro di Giacomo Puccini diretto da Riccardo Chailly inaugura sabato 7 dicembre la stagione lirica del Teatro alla Scala, tra scenografie quasi cinematografiche e un finale «a sorpresa»

  • 5

    Il ritorno discografico degli Who

    Musica

    Da venerdì nei negozi il nuovo album della band capitanata da Pete Townshend e Roger Daltrey - Undici canzoni «lontane da romanticismo e nostalgia»

  • 1
  • 1