I Rolling Stones mandano in pensione «Brown Sugar»

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Il brano, che descrive con immagini crudeli gli orrori della schiavitù, è stato consapevolmente rimosso dalla scaletta del tour in corso negli Stati Uniti

I Rolling Stones mandano in pensione «Brown Sugar»
© AP/Emily Matthews

I Rolling Stones mandano in pensione «Brown Sugar»

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Dopo 50 anni i Rolling Stones mandano in pensione «Brown Sugar», uno dei loro brani più famosi le cui parole descrivono con immagini crudeli gli orrori della schiavitù. La band non ha incluso la canzone del 1971 nel tour «No Filter» in corso negli Stati Uniti e adesso Mick Jagger e Keith Richards, che la composero di getto in soli 45 minuti per l’album Sticky Fingers, hanno confermato al ‘Los Angeles Times’ che il classico del blues è stato consapevolmente rimosso dalle scalette dei concerti.

«Brown Sugar» era finora al secondo posto tra le canzoni degli Stones portate più spesso sul palco dalla band: la bellezza di 1.136 volte. Secondo la rivista Rolling Stone sarebbe stata suonata l’ultima volta in uno stadio di Miami il 30 agosto 2019.

«L’hai capito, vero?», ha replicato Richards all’intervistatore del Los Angeles Times che gli aveva chiesto di spiegare l’assenza del brano le cui parole suonano particolarmente stridenti alla luce della rilettura della storia imposta dalle proteste in piazza contro il razzismo del movimento Black Lives Matter.

Non è solo un problema di politically correct: bastano le prime righe in cui gli Stones descrivono schiavi arrivati in nave dalla Costa d’Oro per essere venduti sul mercato a New Orleans e spediti nei campi di cotone e un «vecchio schiavista sfregiato» che frusta «donne intorno alla mezzanotte» per capire come la canzone a base di sesso droga e rock’n’roll possa essere controversa agli occhi di oggi.

La rappresentazione accurata degli orrori del commercio degli schiavi prelude poi al celebre coro che descrive un atto di sesso non consensuale tra un padrone violento e una giovane schiava come si è usato per secoli nelle piantagioni del Sud.

Nessuno contesta a Jagger e a Richards di aver scritto un brano che glorifica la schiavitù, ma si può capire che Mick di recente si sia sentito a disagio nel guidare folle di 50 mila persone a sera nella versione ‘singalong’ del coro che conclude con il verso: «Mettiti in ginocchio, Brown Sugar, com’è che hai questo buon sapore, ah giù, giù, come dovrebbe fare una ragazza nera».

Certamente la canzone può essere letta su molti piani: Brown Sugar può essere una bella ragazza nera (come l’allora fidanzata di Jagger, l’attrice e cantante Marsha Hunt, che con lui ha avuto un figlio) oppure una varietà di eroina.

E sempre Jagger già nel 1995 aveva fatto un parziale mea culpa: «Non scriverei più quella canzone. Probabilmente mi censurerei». Tant’è che di recente la black girl del coro era diventata una young girl, ragazzina (non molto meglio alla luce del #MeToo). Al Los Angeles Times Jagger si è limitato a dire che Brown Sugar è andata in pensione perché gli Stones l’hanno suonata troppe volte dagli anni ‘70: «La togliamo per ora e vediamo come va. Magari un giorno la rimetteremo in scaletta».

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