I Simpson a Piazza Tienanmen? Non a Hong Kong

Il caso

Disney+ è appena sbarcato nell’ex colonia britannica, ma gli utenti hanno subito notato l’assenza dell’episodio 12 della sedicesima stagione – C’è la mano di Pechino?

I Simpson a Piazza Tienanmen? Non a Hong Kong
© Shutterstock

I Simpson a Piazza Tienanmen? Non a Hong Kong

© Shutterstock

Disney+, la piattaforma streaming dell’omonimo colosso statunitense, è sbarcato a Hong Kong. Fino a qui tutto bene. Gli utenti, però, hanno subito notato un particolare. L’episodio de I Simpson in cui Homer e famiglia visitano Piazza Tienanmen – teatro delle manifestazioni popolari del 1989 e delle conseguenti repressioni da parte dell’esercito cinese – non c’è. Avete capito bene: è assente. Una mancanza, diciamo, particolare. Soprattutto considerando la morsa – sempre più stretta – di Pechino attorno all’ex colonia britannica. Una morsa che, va da sé, punta a eliminare il dissenso.

La censura
La mannaia della censura, a Hong Kong, sta colpendo forte. E l’episodio mancante è soltanto l’ultimo caso noto. Soprattutto, dimostra come – ancora una volta – i giganti dello streaming globale siano, spesso, prigionieri delle autorità politiche. La puntata in questione, la numero 12 della sedicesima stagione, andò in onda per la prima volta nel 2005. La trama? La famiglia Simpson, in Cina, cerca di adottare un bambino. Nel mentre, si reca appunto a Piazza Tienanmen. Dove, nel 1989, le spinte democratiche vennero brutalmente silenziate. Nella puntata, ad un certo punto, si vede un cartello con una scritta sibillina: «In questo posto, nel 1989, non è successo niente». Il riferimento, va da sé, è al goffo tentativo della Cina di cancellare i ricordi di quanto accaduto. Detto ciò, non è chiaro se Disney+ abbia rimosso l’episodio di sua spontanea volontà o se il colosso sia stato richiamato all’ordine e obbligato a censurarsi.

Interrogati dal Guardian, né i vertici di Disney+ né il governo di Hong Kong hanno risposto in merito. Curiosamente, però, gli episodi 11 e 13 della stagione erano e sono disponibili. Non il 12.

Netflix resiste
Fino a poco tempo fa Hong Kong, rispetto alla terraferma, vantava libertà artistiche e politiche invidiabili, figlie della lunga presenza britannica. La Cina, tuttavia, sta lentamente trasformando il territorio autonomo. Attraverso nuove misure, fra cui le leggi sulla censura introdotte in estate. Leggi che vietano qualsiasi trasmissione che contrasti un’altra legge, più ampia. Quella sulla sicurezza nazionale imposta dal Dragone un anno fa. La censura, da allora, ha ordinato più volte a registi e produttori di effettuare tagli ai film arrivando perfino a negare il permesso di mostrare alcuni prodotti al pubblico. Carrie Lam, il leader politico di Hong Kong designato da Pechino, ha promesso di introdurre ulteriori norme per contrastare quelle che la Cina definisce «fake news». La popolazione, beh, è preoccupata. Teme, soprattutto, che il vasto regime di censura che il Dragone applica su Internet possa essere esteso a Hong Kong.

Netflix, chiarisce il Guardian, continua invece a mostrare contenuti sensibili. Band in China, un episodio di South Park in cui uno dei personaggi finisce in un campo di lavoro cinese, è regolarmente sulla piattaforma. Nella puntata, in particolare, si fa ampiamente ironia sull’abitudine dei marchi americani di aderire alle regole della censura pur di fare soldi in Cina.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Cultura & Società
  • 1
  • 1