«Il cielo in una stanza si riferisce a un orgasmo»

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Gino Paoli fa luce sulla canzone capolavoro, interpretata da Mina, tra le più citate per descrivere la quarantena: «È come la felicità: appena la provi è già passata» - VIDEO

 «Il cielo in una stanza si riferisce a un orgasmo»
©CdT/Archivio

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«Quando scrissi il cielo in una stanza mi riferivo a un orgasmo. Che è qualcosa di labile. Impossibile da descrivere, visto che il momento che lo provi è già passato. Io ci provai scrivendo una canzone. E parlando d’amore, dico che la felicità dura come un orgasmo. La serenità dura di più, ma è un’altra cosa. L’orgasmo ti proietta chissà dove... ti fa vedere il cielo in una stanza».

In tempi di quarantena da coronavirus in molti hanno utilizzato metafore e riferimenti a titoli e strofe di note canzoni italiane, per descrivere le sensazioni provocate dall’esser costretti a stare a casa. Uno tra i brani più citati è stato appunto «Il cielo in una stanza», scritto da Gino Paoli nel 1960 ed entrato subito nella hit parade nell’interpretazione di Mina, che le fece guadagnare il podio della top ten.

È proprio il cantautore genovese, che già nel festeggiare 60 anni di carriera nel 2019, aveva rivelato che a ispirargli il brano era stata la passione giovanile per una prostituta, ad entrare nei dettagli del tema ispiratore de Il cielo in una stanza. Una rilevazione arrivata a sorpresa ai microfoni del talk show, «Un giorno da pecora», trasmesso in diretta da Rai Radio1 e condotto da Giorgio Lauro e Geppi Cucciari. I temi di oggi della trasmissione erano lo «stare a casa» e gli «affetti stabili», citati dal premier Conte per spiegare la Fase 2.

«Io a casa sto benissimo, è grande con tante possibilità - rivela Gino Poali - certo quelli costretti in 40 mq con moglie, figli e suocera forse non ce la fanno più. Anche se io di mia suocera non mi lamento, anzi la amo, è un’ottima cuoca, cucina tortelli e tagliatelle a mano con ragù alla modenese, divini. Certo gli uomini medi con moglie e figli erano abituati a uscire per andare al lavoro al mattino e tornavano alle 19. Due ore potevano sopportare tutto. Ora staranno scoppiando. A causa della quarantena ci saranno secondo me molti divorzi e violenze domestiche. Propongo un elicottero che sparga Xanax (un potente ansiolitico, ndr) sulle grandi città».

Dopo aver ricordato che oggi è un giorno importantissimo per Genova, la sua città, dov’è stato ultimata la ricostruzione del Ponte crollato, non senza aver elogiato l’opera di Renzo Piano,( «è bravissimo»), Gino Paoli torna a parlare degli affetti stabili: «L’affetto è provvisorio, se è sistematico non ha senso. L’amore va vissuto come fosse l’ultimo giorno. Forse Conte con ‘affetti stabili’ intendeva dire matrimoni che non sono matrimoni, fidanzate, amanti. La prossima canzone che scriverò cercherò di inserire anche gli affetti stabili».

Infine, «Ora bisogna aspettare. Io non guardo più i programmi in TV sul virus perché si contraddicono. Mi attengo alle indicazioni ufficiali. Prima uscivo poco, adesso ne avrei voglia solo perché è proibito. Resto a casa e vedo il mare, che è una cosa meravigliosa, mutante. Senza il mare non potrei vivere».

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