Il fascino della scacchiera

La riflessione

Il grande successo della serie televisiva «Regina di Scacchi» in programmazione su Netflix ha fatto rifiorire l’interesse attorno questo gioco brutale, terribile e complicato, che chiede strategia, intelligenza, non sopporta la superficialità e riflette quell’inconscio desiderio di complessità che la moderna società per troppo tempo ha cercato di banalizzare

Il fascino della scacchiera

Il fascino della scacchiera

Succede che poi arrivano le mode. Se non fossimo in un mondo dove questa parola ormai suscita una notevole inquietudine: le mode sono virali. E certamente il passaparola della serie la Regina di Scacchi sta correndo come nessuno si sarebbe mai aspettato. Ora gli scacchi sono la nuova moda, i nomi dei grandi giocatori del passato suonano come quelli di misteriosi alchimisti di cui si sa poco, e proprio per questo ci affascinano. Le aperture, le difese, i pezzi della scacchiera, le caselle sono diventate un mondo consueto. Non so dire se questa serie avvicinerà le persone al gioco degli scacchi come accadde nelle otto settimane, tra luglio e agosto del 1972 a Reykjavik, quando Bobby Fischer e Boris Spasskij giocarono il campionato del mondo, vinto per la prima volta da un americano. E in quel...

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