Il Futurismo, l’arte dei rumori e del silenzio

La mostra

Alla Galleria Allegra Ravizza di Lugano, un percorso tematico, sperimentale e «incendiario» da Francesco Balilla Pretella a John Cage, passando per Mozart

Il Futurismo, l’arte dei rumori e del silenzio

Il Futurismo, l’arte dei rumori e del silenzio

Il Futurismo, l’arte dei rumori e del silenzio
Una partitura per Intonarumori e Orchestra di Francesco Balilla Pratella (1914).

Il Futurismo, l’arte dei rumori e del silenzio

Una partitura per Intonarumori e Orchestra di Francesco Balilla Pratella (1914).

Ma come, in una Galleria d’arte una mostra sul silenzio e sui rumori? Eppure, il titolo dell’esposizione in corso alla Galleria Allegra Ravizza di Lugano, «L’Arte dei rumori», dice esattamente questo. E appena varcata la soglia si è immersi, come spiazzati, in atmosfere artistiche lungo un percorso apparentemente accidentato ma in realtà ben delineato: parte dal Futurismo di Marinetti, serpeggia tra le invenzioni musicali di Balilla Pratella e Luigi Russolo, retrocede a precipizio per recuperare quel genio impertinente di Mozart per poi catapultarsi su John Cage, che davvero non scherza sul versante d’una metodica rivoluzione, musicale ma non solo. Un’esposizione, come volevano i Futuristi, incendiaria. Che a suon di documenti, di musiche e «rumori» veleggia in un territorio ove il silenzio...

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