Il futuro del cinema svizzero arriva dagli USA

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È stato presentato questa mattina Kevin B. Lee, nominato «Locarno Film Festival Professor» presso l’Università della Svizzera italiana – Solari: «Sono le persone a portare avanti le cose»

Il futuro del cinema svizzero arriva dagli USA
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Era il 29 ottobre 2020 quando fu pubblicato il bando di concorso per la selezione di un professore che avrebbe operato all’interno del Locarno Film Festival e della Facoltà di comunicazione, cultura e società dell’Università della Svizzera italiana (USI). Un posto ambito, che avrebbe rappresentato «un importante punto d’incontro tra il mondo accademico e la realtà degli eventi dal vivo proprio tramite la creazione di un terreno culturale comune». Tre giorni fa l’USI ha reso pubblica la sua scelta: lo statunitense Kevin B. Lee è stato nominato «Locarno Film Festival Professor for the Future of Cinema and Audiovisual Arts». Lee – che entrerà in funzione il 1. gennaio 2022 - è stato selezionato tra 149 candidature «di alto profilo».

«Professore, ieri al Chiostro della Magistrale, alla cerimonia di apertura del Festival, lei ha ricevuto il caloroso applauso dei ticinesi», ha esordito Marco Solari questa mattina, presentando Kevin B. Lee in conferenza stampa. «Siamo molto felici di averla qui». Il presidente della kermesse ha voluto ringraziare Boas Erez, per aver deciso e avere dato luce verde «all’enorme lavoro» fatto dal professor Francesco Lurati e il direttore operativo Raphaël Brunschwig, «due anime gemelle». Il rettore dell’USI, dal canto suo, si è detto «felice di essere presentato come un operatore del semaforo che ha dato luce verde».

Ma perché creare all’USI una cattedra legata alla settima arte? «Andare al cinema significa per un momento guardare tutti nella stessa direzione – ha dichiarato il rettore -. Già solo questo rende questa impresa davvero rilevante». Il professor Lee si è mostrato molto felice e grato dell’opportunità. «Il mio lavoro non è di fornire soluzioni, ma capire come può proseguire il futuro del cinema e qual è il ruolo di ognuno in questo. Voglio capire come connettere due realtà che nella mia mente sono molto forti: l’immagine di Piazza Grande e la nuova generazione, multimediale e sempre online».

Lee ha portato a Locarno la sua fonte di ispirazione: il saggio “Il Maestro” di Martin Scorsese, su Federico Fellini e il futuro del cinema. L’analisi del nuovo professore dell’USI è passata dagli elementi che caratterizzavano i tempi del regista oltre cinquant’anni fa, rapportata ai moderni mezzi (Netflix, film, YouTube, social media, ...). E ha presentato la sua visione di cinema rivolta al futuro, un’attività su cui è impegnato da oltre vent’anni. «Per connettere l’industria del film con il mondo in cui viviamo». Lo statunitense, con una presentazione di sé stesso e del suo lavoro davvero magnetica, non ha nascosto il suo entusiasmo per l’avventura che si accinge a iniziare: «Il Locarno Film Festival si trova in uno dei posti più belli che io abbia mai visto. Ora dobbiamo capire come portare Locarno nelle vite delle nuove generazioni. Attirare un nuovo pubblico».

Marco Solari ha chiuso la presentazione del nuovo professore ricordando che «sono le persone a portare avanti le cose».

Una considerazione che segue lo spirito della 74.esima edizione del Festival, ripetuto più volte sin dalla cerimonia di apertura di ieri: il Locarno Film Festival non ha intenzione di fermarsi e di stoppare le sue ambizioni. Un pensiero a cui si è aggiunta anche Daniela Persico, membra del Comitato di selezione, ha espresso l’intenzione di rendere la kermesse «sempre più forte verso il futuro». Il direttore del PalaCinema Roberto Pomari, infine, si è detto disposto a essere parte di questa nuova squadra per la costruzione di un nuovo futuro del cinema a Locarno. «Credo che oggi inizi una nuova era e sta a noi saper cogliere questo potenziale di sviluppo che non riguarda solo gli undici giorni del Festival ma tutto l’anno».

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