«Il LAC non chiude ma si rimodula»

spettacoli

Le nuove direttive federali antipandemiche che riducono a 50 il numero massimo di spettatori non scoraggiano il centro culturale luganese che va avanti – Carmelo Rifici: «Cercheremo di conservare il maggior numero di proposte del programma, spalmandole su più repliche»

 «Il LAC non chiude ma si rimodula»
© CdT/Gabriele Putzu

«Il LAC non chiude ma si rimodula»

© CdT/Gabriele Putzu

Chi pensava che le decisioni prese mercoledì dal Consiglio federale sfociassero in un forzato stop dell’attività di Lugano Arte e Cultura deve rivedere la sua posizione: sebbene si ritrovi costretto a ridurre, per un periodo al momento non definito, ad un massimo di cinquanta spettatori la capienza della sua struttura durante ogni evento, il LAC non abbasserà nuovamente la serranda. Anzi. «Una volta appresa la notizia delle misure adottate a Berna ci siamo immediatamente messi al lavoro per far sì che ciò non accada», spiega il direttore artistico Carmelo Rifici. «Anche perché, in un momento così particolare, riteniamo la cultura un elemento vitale della nostra vita sociale, che dunque dobbiamo portare avanti mettendo in campo tutte le nostre forze». Traduzione: si va avanti, facendo di necessità...

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