Il mondo della cultura diviso sul certificato COVID

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Le sale cinematografiche e gli organizzatori di grandi eventi sono entusiasti riguardo l’estensione del lasciapassare, diviso invece il settore del teatro: «È certamente una ricetta per il disastro»

Il mondo della cultura diviso sul certificato COVID
© CdT/ Chiara Zocchetti

Il mondo della cultura diviso sul certificato COVID

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Le sale cinematografiche e gli organizzatori di grandi eventi come Opus One non prevedono la possibilità che il pubblico possa farsi testare all’entrata. Quest’ultimi sono i più entusiasti riguardo all’obbligo del certificato Covid. Edna Epelbaum, presidente dell’Associazione Svizzera dei Cinema (ASC) aderisce senza entusiasmo mentre il settore del teatro è quello più diviso.

«Immaginate di impostare un sistema di test per un concerto che dura un’ora e mezza con 8’000 persone e non sapere quante persone potrebbero risultare positive», ha detto oggi a Keystone-ATS Vincent Sager, direttore di Opus One. «È certamente una ricetta per il disastro».

«Vogliamo lavorare»

La ripresa è lenta in questo settore con qualche concerto previsto a settembre. «E non abbiamo ancora preso conoscenza delle proposte messe in consultazione dal Consiglio federale mercoledì, come l’obbligo del passaporto Covid alla frontiera e il ritorno della quarantena. Ci vorranno alcune settimane per misurare il loro impatto sui tour che abbiamo in programma di ospitare in ottobre».

Mentre Vincent Sager pensa che il certificato Covid obbligatorio per tutti incoraggerà il pubblico a tornare ad assistere ai concerti, Edna Epelbaum teme un calo di presenze al cinema, come è stato osservato in Francia. Tuttavia, la presidente dell’ASC ammette che questa misura «sembra rassicurare soprattutto le imprese, che tornano al cinema per organizzare eventi», ma dovremo aspettare due settimane per saperlo con certezza.

Si dice anche soddisfatta che il Consiglio federale abbia preso la decisione di estendere il certificato a livello nazionale e non cantonale.

La Taskforce Cultura e il settore del teatro sostengono a malincuore l’introduzione di un certificato obbligatorio per accedere alle loro strutture. Solleva invece critiche la presa a carico privata dei test da ottobre.

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